Non c’è pace per la frazione di Santa Cecilia di Eboli. A distanza di qualche settimana dal Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) e dal successivo ordine di espulsione, questa mattina gli agenti della Polizia Municipale di Eboli, diretti dal Comandante, Tenente Colonnello Avvocato Daniele De Sanctis, sono dovuti intervenire nuovamente per bloccare il cittadino extracomunitario di circa trent’anni che aveva già seminato il panico tra i residenti.
L’operazione di stamattina è scattata tempestivamente a seguito della segnalazione di tre consiglieri comunali della zona, allertati dai cittadini per la presenza dell’uomo, il quale non aveva ottemperato al foglio di via della durata di 7 giorni scattato dopo l’ultimo fermo.
Il paradosso burocratico e il rilascio obbligato
I caschi bianchi ebolitani hanno rintracciato e bloccato il trentenne, conducendolo in Questura per attivare le procedure di accompagnamento coatto presso un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR). Tuttavia, dopo ore di attesa, emerge un pesante paradosso burocratico: a causa della totale indisponibilità di posti strutturali nei CPR su tutto il territorio nazionale, l’uomo è stato inevitabilmente rilasciato con una nuova denuncia a piede libero per l’inosservanza dell’ordine dell’Autorità.
Il precedente di poche settimane fa
L’uomo era già noto alle cronache locali per aver molestato alcune ragazzine nei pressi della scuola media “Virgilio”, ingenerando forte apprensione e indignazione tra le famiglie. In quell’occasione, dopo il TSO e una consulenza specialistica all’ospedale “San Leonardo” di Salerno, erano emerse le procedure d’espulsione a suo carico.
Controllo del territorio e nodi nazionali
L’efficace e costante controllo del territorio da parte della Polizia Municipale di Eboli, in sinergia con l’assessore Antonio Corsetto, ha permesso di arginare nuovamente la minaccia in tempi record, ma l’effettivo allontanamento dal territorio nazionale resta al momento congelato in attesa che si sblocchi un posto utile per il rimpatrio definitivo.

