Il Consiglio comunale di Agropoli ha dato il via libera a due importanti provvedimenti legati allo sviluppo infrastrutturale, ai servizi di sicurezza e alla gestione delle emergenze sanitarie sul territorio. Durante la seduta di ieri mattina, la maggioranza consiliare ha approvato la concessione del diritto di superficie per la nuova sede del Commissariato di Polizia di Stato e per la realizzazione di un eliporto. Se sul primo punto l’iter procede spedito, la discussione sulla pista di atterraggio per i soccorsi ha sollevato un acceso dibattito politico tra l’amministrazione e l’opposizione.
Svolta per il commissariato di via Scarpa
Il primo punto all’ordine del giorno ha riguardato la concessione del diritto di superficie a favore del Ministero dell’Interno per l’immobile destinato a ospitare il Commissariato di Polizia di Stato. La delibera rappresenta un passaggio amministrativo propedeutico e fondamentale, necessario per sbloccare gli ultimi adempimenti burocratici. L’atto formale permetterà la definitiva apertura e operatività della struttura situata in via Scarpa, potenziando la presenza delle forze dell’ordine e i presidi di sicurezza nella città di Agropoli.
Il via libera all’eliporto e i dubbi sulle particelle catastali
La seconda delibera approvata dall’aula riguarda la concessione del diritto di superficie a favore dell’ASL Salerno per la costruzione di un eliporto in località Marrota. L’infrastruttura è stata pianificata per implementare la rete dei servizi sanitari locali, offrendo un punto strategico per il decollo e l’atterraggio dei mezzi di soccorso d’emergenza.
Il provvedimento ha però innescato una polemica da parte della minoranza. Al centro della contestazione ci sono alcune incongruenze di natura tecnica e documentale sollevate dal consigliere di opposizione Massimo La Porta (assente alla seduta), il quale ha espresso forti perplessità sulla reale localizzazione dell’opera rispetto alle dichiarazioni fatte in aula dal primo cittadino.
L’affondo della minoranza sulla trasparenza del progetto
Il consigliere Massimo La Porta ha preso una posizione netta, confermando l’utilità dell’opera ma chiedendo massima chiarezza sui dettagli tecnici e urbanistici: “Voglio essere chiaro: sono favorevole alla realizzazione della base HEMS, perché rappresenta un’infrastruttura fondamentale per il sistema dell’emergenza sanitaria del nostro territorio. Proprio perché condivido questo obiettivo, credo sia doveroso fare chiarezza. Durante la discussione il Sindaco ha dichiarato che l’elisuperficie non sarà realizzata sull’ex area Petrizzo, ma “alle spalle”. Eppure, gli atti approvati dal Consiglio Comunale dicono altro: il diritto di superficie viene concesso esclusivamente sull’area comunale individuata al Foglio 28, particella catastale n. 1033. La documentazione allegata identifica proprio la particella 1033, di 3.592 mq, come l’area dell’ex Petrizzo (nei pressi dello stadio Guariglia ndr). Per questo rivolgo una domanda semplice: se l’elisuperficie sorgerà “alle spalle” dell’ex Petrizzo, perché il Consiglio Comunale ha deliberato la concessione della sola particella 1033, che coincide proprio con l’area dell’ex Petrizzo?”.
Le criticità legate allo sport e alla sicurezza dello stadio
Oltre alla discrepanza sui dati catastali, l’opposizione ha evidenziato il rischio di compromettere altre strutture pubbliche e lo sviluppo delle attività sportive limitrofe. La presenza dell’eliporto in quella specifica area potrebbe infatti interferire con il patrimonio esistente e con i piani di adeguamento degli impianti vicini.
“C’è poi un’altra riflessione. Su quella particella insiste anche una struttura in cemento armato mai completata, che avrebbe potuto essere recuperata e destinata a spogliatoi e servizi per la pista di atletica leggera, valorizzando un’opera pubblica già esistente. Occorrerà inoltre verificare che la localizzazione dell’elisuperficie non interferisca con la seconda uscita di sicurezza dello Stadio “Raffaele Guariglia”, requisito fondamentale per l’omologazione dell’impianto anche in vista di eventuali gare professionistiche. Su opere così importanti servono trasparenza, chiarezza e una progettazione capace di coniugare sanità, sport e sicurezza, senza rinunciare a nessuno di questi obiettivi”, ha concluso La Porta.

