La transizione incompleta dell’ex cinema Myriam, situato nel cuore di Capaccio Scalo, continua a sollevare accese discussioni tra i residenti e nel dibattito politico locale. Quello che avrebbe dovuto rappresentare un moderno polo culturale e artistico per l’intera comunità si presenta oggi come un’opera incompiuta, segnata da una condizione di abbandono che ha recentemente innescato nuove polemiche sulle piattaforme social.
Il progetto di riqualificazione urbana
L’intervento sull’edificio nacque con l’obiettivo di dare una nuova centralità culturale a Capaccio Scalo. La precedente amministrazione comunale, guidata dall’ex sindaco Franco Alfieri, aveva scommesso sull’acquisizione della struttura preesistente al patrimonio pubblico, decretandone l’abbattimento e avviando la ricostruzione. Il piano originario prevedeva la nascita di un punto di riferimento per attività teatrali, cinematografiche e artistiche, pensato come volano di valorizzazione del centro urbano.
Tuttavia, con il cambio di amministrazione, i lavori del cantiere hanno subito un arresto definitivo, lasciando la struttura in uno stato di perenne incompiuta. Nonostante i successivi annunci e i programmi di intervento formulati dall’attuale compagine amministrativa, al cui vertice siede il sindaco Gaetano Paolino, il plesso non è mai stato completato né restituito alla cittadinanza nella sua veste funzionale.
Le segnalazioni dei residenti e il dibattito
Nelle ultime settimane, lo stato dell’ex cinema Myriam è tornato al centro dell’attenzione pubblica a causa di alcune immagini diffuse in rete da cittadini della zona. Gli scatti documentano la presenza di cittadini extracomunitari all’interno del perimetro dell’edificio sventrato. Resta ancora da accertare se la struttura venga utilizzata come dormitorio stabile o se si tratti di frequentazioni occasionali, ma l’episodio ha riacceso i riflettori sulle criticità legate alla sicurezza e alla vigilanza dell’area.
Le reazioni della comunità si dividono tra chi sollecita un intervento immediato di messa in sicurezza e bonifica da parte del Comune e chi, d’altra parte, esprime forti perplessità sulla genesi stessa dell’opera.

