Prosegue senza sosta il lavoro di carabinieri e Digos per ricostruire nei dettagli la violenta rissa scoppiata nella notte tra mercoledì e giovedì al porticciolo di Pastena di Salerno. Gli investigatori stanno passando al setaccio i filmati delle telecamere di videosorveglianza per individuare tutti i partecipanti e ricostruire le diverse fasi dello scontro e le responsabilità.
La maxi rissa, avvenuta tra militanti di CasaPound e attivisti dell’area antifascista, continua infatti a essere raccontata in modo diametralmente opposto dalle due fazioni.
Le due versioni sullo scontro al porticciolo
Secondo CasaPound, i propri militanti si trovavano sul posto per affiggere i manifesti della fiaccolata in ricordo di Carlo Falvella quando sarebbero stati vittime di un agguato organizzato dalla sinistra antagonista, che avrebbe agito in superiorità numerica e armata di martelli, mazze e pietre.
Di tutt’altro tenore la versione fornita dal Comitato “Giù le mani dal Porticciolo” secondo cui alcuni volontari erano impegnati negli ultimi preparativi di “Sporticciolo”, manifestazione sportiva autorizzata dal Comune, quando sarebbero stati raggiunti da un gruppo riconducibile a CasaPound, descritto come armato di cinghie e altri oggetti contundenti. Sempre secondo questa ricostruzione, i presenti avrebbero reagito esclusivamente per difendersi.
Due versioni diametralmente opposte su cui sono in corso le indagini degli investigatori, chiamati a fare piena luce su quanto accaduto al porticciolo di Pastena.
Si accende lo scontro politico a Salerno
Intanto, la tensione si sposta anche sul piano politico. Al centro delle polemiche la presentazione del libro dedicato a Carlo Falvella, in programma il 7 luglio nel Salone dei Marmi di Palazzo di Città.
Dopo la lettera aperta con cui quattro consiglieri comunali hanno chiesto al sindaco di revocare la concessione degli spazi pubblici, arriva la posizione del consigliere Antonio Cammarota che invita invece tutta la città a commemorare Carlo Falvella “con la pacificazione e il rispetto che si deve a un giovane innocente ucciso per mano assassina”.
Sulla vicenda è poi intervenuta anche l’assessore regionale Claudia Pecoraro, che ha espresso preoccupazione per la scelta di ospitare nel Salone dei Marmi la presentazione di un volume pubblicato da Altaforte, casa editrice considerata vicina a CasaPound. Per Pecoraro “un luogo simbolo della memoria democratica e dei valori costituzionali della città” merita di essere tutelato da decisioni che possano comprometterne il valore storico e istituzionale.

