«La proposta di istituire una seconda Asl può rappresentare una valida alternativa all’attuale organizzazione sanitaria, ma non può essere spacciata come la soluzione a tutti i problemi del territorio». Lo dichiara Modesto Del Mastro, consigliere provinciale di Fratelli d’Italia e coordinatore per l’area Cilento Nord, intervenendo nel dibattito aperto dalle dichiarazioni dell’assessore del Comune di Vallo della Lucania, Iolanda Molinaro.
Il nodo politico e la centralità di Agropoli
«Comprendiamo che una certa parte politica possa limitarsi a portare avanti esclusivamente alcune battaglie, anche perché è difficile sottrarsi alle responsabilità maturate negli anni rispetto alla situazione in cui versa oggi la sanità campana – continua – ma il vero tema da affrontare è un altro. La priorità assoluta è restituire piena funzionalità all’ospedale di Agropoli, che da anni attende risposte concrete e investimenti, non alimentare un confronto che rischia di spostare l’attenzione su una nuova Asl che, guarda caso, dovrebbe ancora una volta fare riferimento a Vallo della Lucania».
Le criticità strutturali oltre i confini amministrativi
Del Mastro evidenzia come il dibattito rischi di allontanarsi dalle reali esigenze dei cittadini. «Paradossalmente – aggiunge – sono proprio le difficoltà che sta vivendo l’ospedale San Luca di Vallo della Lucania a dimostrare che una diversa suddivisione amministrativa, da sola, non risolve i problemi. Le criticità esistono già oggi e riguardano carenza di personale, reparti in sofferenza e servizi che faticano a garantire risposte adeguate all’utenza. È evidente che il problema non è soltanto il perimetro dell’Asl, ma la volontà politica di investire realmente sulla sanità territoriale».
La richiesta di fatti concreti per il territorio
«Continueremo a batterci – conclude – affinché il Cilento ottenga ciò che merita, partendo dal rilancio dell’ospedale di Agropoli e dal potenziamento di tutti i presidi sanitari del territorio. Le battaglie simboliche possono avere un valore politico, ma i cittadini chiedono fatti, servizi efficienti e il diritto a curarsi vicino a casa. È da qui che bisogna partire».

