Nuova udienza ieri presso il Tribunale di Lagonegro per il processo che vede imputato l’ex Sindaco di Santa Marina, Giovanni Fortunato, insieme ad altre sei persone indagate a vario titolo per i presunti reati di corruzione, concussione e lottizzazione abusiva.
Una nuova seduta che ancora una volta ha visto tra i banchi dell’accusa il testimone chiave del procedimento, l’imprenditore Franco Eboli, che ha ancora una volta confermato l’impianto accusatorio a carico dell’ex Sindaco Fortunato.
Il controinterrogatorio di Eboli: le contestazioni della difesa
Un interrogatorio, quello di ieri, diretto dall’avvocato della difesa di Fortunato, Vincenzo Speranza, che ha evidenziato diverse presunte incongruenze nei racconti di Eboli, relativamente ai vincoli paesaggistici presenti nell’area al centro del procedimento e alla somma di denaro percepita da Eboli per la compravendita dell’area presente in località Torre Oliva, nella frazione costiera di Santa Marina.
In particolare, Eboli aveva dichiarato di essere stato costretto a ridurre il prezzo di vendita del lotto ceduto alla Forever Dreamer S.r.l., passando da 740.000 euro a 300.000 euro, a seguito di una presunta imposizione del Comune di Santa Marina riguardante la sua permanenza nell’operazione.
Tale ricostruzione, secondo il pool difensivo, risulta documentalmente smentita dalla produzione di una scrittura privata intercorsa tra Franco Eboli e la società acquirente, dalla quale emerge che l’imprenditore aveva già trasferito il bene alla società e che, pertanto, non era più parte dell’investimento.
Le cifre della compravendita e il vincolo archeologico
Anche la ricostruzione relativa alla riduzione del prezzo, per gli avvocati Speranza e Lentini, sarebbe stata smentita sotto diversi profili. Dalla documentazione prodotta emergerebbe infatti che, oltre ai 300.000 euro dichiarati, Eboli avrebbe percepito:
- Un appartamento del valore di circa 180.000 euro;
- Ulteriori 85.000 euro;
- Due autovetture, una destinata a sé e l’altra al figlio di una sua amica.
La produzione documentale della difesa ha inoltre dimostrato che la Soprintendenza competente in materia archeologica si era già espressa nel marzo 2017, quindi ben prima della stipula dell’atto di vendita, e che Eboli fosse pienamente a conoscenza dell’esistenza del vincolo archeologico imposto dalla stessa Soprintendenza. Tale vincolo rendeva inedificabile circa la metà delle aree oggetto della compravendita.
Risulta pertanto documentalmente smentita la versione secondo cui il vincolo archeologico sarebbe stato un’iniziativa del Comune di Santa Marina finalizzata ad ostacolare la vendita. Secondo la difesa, proprio l’esistenza di tale vincolo costituirebbe la reale ragione della significativa riduzione del prezzo di vendita. Circostanza che trova ulteriore conferma in una precedente scrittura privata, successivamente annullata, nella quale la medesima area era stata promessa in vendita al prezzo di 290.000 euro.
Spuntano audio e video: le accuse di aggressione
Nel corso dell’udienza sono stati prodotti dalla difesa anche stralci audio e video tratti dalle intercettazioni eseguite durante le indagini preliminari dalla Procura della Repubblica di Lagonegro.
I legali dell’ex Sindaco Fortunato hanno evidenziato che dalle registrazioni emergerebbe che Franco Eboli, in una circostanza, avrebbe sputato all’indirizzo dell’ingegnere Giovanni Fortunato; in un’altra avrebbe tentato di investirlo con l’autovettura; e, in un’ulteriore occasione, avrebbe chiesto l’intervento di un soggetto indicato come “Tonino di Acerra” per organizzare un colpo presso l’abitazione dell’ingegnere Fortunato. Circostanze tutte negate da Eboli nel corso della deposizione.
Il nodo della presunta tangente e la richiesta di falsa testimonianza
Concluso l’interrogatorio di Eboli, altri due tecnici sono stati chiamati al banco dei testimoni: gli ingegneri Giocondo Leone e Antonio Capozzoli. Ed è stato proprio quest’ultimo a riferire di un incontro avvenuto nel febbraio del 2024, al centro commerciale Le Ginestre, con gli imprenditori Nicola Tortora e Antonio La Montagna – indagati insieme al primo cittadino Fortunato per corruzione e lottizzazione abusiva – durante il quale si sarebbe fatto riferimento ad una presunta tangente, al centro dell’impianto accusatorio a carico dell’ex Sindaco Giovanni Fortunato.
Nel corso delle indagini preliminari, Capozzoli aveva riferito che, durante quell’unico incontro avuto con Tortora e La Montagna – due persone mai conosciute in precedenza – uno degli imprenditori aveva affermato che il problema non riguardava tanto gli aspetti edilizi quanto una presunta tangente oggetto delle indagini della Procura.
Nel corso della deposizione dibattimentale l’ingegnere Capozzoli ha invece riferito che, nel medesimo colloquio, i due imprenditori gli avrebbero confessato di avere corrisposto una tangente all’architetto Galardo su imposizione dell’ingegnere Fortunato.
Secondo la difesa di Tortora e La Montagna tale ricostruzione risulta del tutto inverosimile, anche perché dagli atti di causa sarebbe già emerso che la presenza dell’architetto Galardo fu richiesta dagli stessi imprenditori e dallo stesso Franco Eboli. I due imprenditori, sia nelle dichiarazioni rese alla Procura della Repubblica sia nel corso delle numerose intercettazioni telefoniche e ambientali già acquisite al processo, dal loro canto, hanno sempre negato sia di avere riferito a Franco Eboli di aver pagato tangenti sia di avere mai intrattenuto rapporti con l’ingegnere Fortunato.
Motivo quest’ultimo che ha determinato la contestazione della deposizione di Capozzoli anche da parte dei difensori degli imprenditori napoletani. Questi ultimi hanno infatti chiesto la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica affinché vengano svolte le valutazioni di competenza in ordine all’ipotesi di falsa testimonianza, depositando contestualmente la fonoregistrazione del verbale reso da Capozzoli durante le indagini preliminari e chiedendone l’acquisizione agli atti, ritenendo che da tale registrazione emerga in maniera evidente il contrasto tra le due versioni rese dal teste.
Il processo è stato quindi aggiornato al prossimo 21 luglio, data nella quale si procederà con l’audizione di ulteriori testimoni.

