Roccagloriosa, al via la terza campagna di scavi nel sito lucano: scoperti nuovi reperti

Scritto il 08/07/2026
da Maria Emilia Cobucci

Nuovi ritrovamenti e importanti studi nel sito archeologico lucano di Roccagloriosa. Al via la terza campagna di scavi con le Università del Molise e della Tuscia. Le parole del Sindaco e degli esperti

Nuova campagna di scavi nel comune di Roccagloriosa per il sito lucano, la terza in ordine di tempo. Tecnici ed esperti hanno raggiunto il comune cilentano dov’è presente il sito lucano per ritrovare tutto quello che appartiene alla storia del territorio.

“Questa nuova campagna di scavi rientra nella terza annualità concessa dal Ministero — ha affermato il Sindaco di Roccagloriosa, Roberto Cavalieri — Sono presenti gli archeologi e gli studenti dell’Università della Tuscia e del Molise, ai quali ovviamente siamo grati per il loro intervento e per il lavoro che stanno svolgendo. Sono interessanti e ovviamente importanti sia i ritrovamenti che gli studi che sono in corso di realizzazione. È importante approfondire le teorie che sono state redatte in passato, ma anche perché hanno dato luce ai nuovi ritrovamenti che arricchiscono i nostri allestimenti museali”.

Una serie di scavi portati avanti dall’Università del Molise e della Tuscia

“È il terzo anno che stiamo scavando qui insieme all’Università della Tuscia, con il collega Salvatore De Vincenzo — ha aggiunto il docente dell’Università del Molise, Gianluca Soricelli — Quest’anno abbiamo completato i lavori avviati con la prima campagna che ci aveva permesso di rinvenire questa edicola cultuale con antistante altare. Diciamo che lo scopo dei lavori di quest’anno è quello di chiarire quella che è la sequenza stratigrafica, la successione delle varie fasi edilizie proprio per comprendere appieno la storia edilizia di questo blocco”.

“È un insediamento importante, particolarmente esteso, caratterizzato da questa parte intramuraria e una parte extramuraria. Sarebbe importante che le campagne di scavo proseguissero e che si potesse ampliare l’area scavata. Certamente parliamo di un sito fragile, per cui bisognerebbe immaginare investimenti di una certa entità”, ha concluso il docente.