Centola in festa per la Madonna del Carmine: presente la mamma di San Carlo Acutis

Scritto il 14/07/2026
da Maria Emilia Cobucci

La comunità di Centola celebra la Madonna del Carmine con una Solenne Celebrazione Eucaristica e la toccante testimonianza di Antonia Salzano, madre di San Carlo Acutis.

Si sono svolti ieri sera, presso la Chiesa di San Nicola di Mira a Centola, i solenni festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine. Una partecipata celebrazione eucaristica ha chiamato a raccolta centinaia di fedeli, accorsi per vivere un momento di profonda fede e preghiera comunitaria. La giornata si è conclusa con una veglia speciale che ha visto la partecipazione straordinaria di Antonia Salzano, madre di San Carlo Acutis, originaria proprio della comunità di Centola.

La testimonianza di Antonia Salzano: un dono per i fedeli

Il parroco, Don Walter Santomauro, ha espresso grande gratitudine per la presenza dell’ospite: “Ci stiamo preparando dalla festa della Madonna del Carmine, il 16 luglio, e in questo itinerario abbiamo avuto la grazia di avere con noi la signora Antonia Salzano. Ha voluto rendere la sua testimonianza circa l’esperienza del figlio e sugli insegnamenti che San Carlo Acutis ci lascia. Un grande dono che il Signore ci ha fatto”.

Durante l’incontro, è stata ribadita l’importanza degli insegnamenti cristiani e il ruolo centrale della Madonna, che invita i fedeli alla preghiera costante e alla recita del Santo Rosario.

Il messaggio di fede: camminare verso il Paradiso

Prendendo la parola, Antonia Salzano ha offerto una riflessione sul cammino di fede: “Dio ha voluto darci la Chiesa per guidarci, per poter camminare giusti nella luce verso quella patria alla quale noi tutti siamo chiamati, che è il Paradiso. L’importante è capire che Dio ci segue, ci ama profondamente e vuole tutti noi in Paradiso con Lui”.

Sollecitata sul ricordo più caro del figlio, la signora Salzano ha aggiunto: “Il ricordo più bello è l’amore che Carlo aveva per il prossimo, ma soprattutto per Dio. Un amore davvero incredibile che lo portava a riversare la stessa dedizione anche verso gli altri”.