La Funzione Pubblica CGIL di Salerno ha deciso di avviare una vertenza netta e serrata nei confronti dell’ASL di Salerno sul tema del precariato storico e strutturale che attanaglia la sanità pubblica provinciale. Una scelta maturata di fronte a una paralisi amministrativa non più tollerabile e alla costante incertezza che continua a gravare su centinaia di professionisti della salute.
Da tempo la FP CGIL Salerno denuncia come la gestione del personale precario all’interno dell’ASL stia evidenziando gravi e ingiustificati ritardi. Se da un lato la Regione Campania ha impresso un chiaro impulso per accelerare le procedure di ricognizione e sbloccare i percorsi di stabilizzazione ex art. 1 comma 268 della Legge 234/2021, dall’altro lato l’ASL di Salerno continua a rimanere al palo. Di fatto, non ha avviato alcuna vera procedura di stabilizzazione per il personale sanitario, socio-sanitario e amministrativo che garantisce quotidianamente i LEA, salvo un isolato e parziale provvedimento per pochissimi ingegneri che ha finanche generato disparità tra i tecnici stessi, lasciando nella più totale incertezza la stragrande maggioranza dei lavoratori. A differenza di quanto sta avvenendo presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, dove gli iter amministrativi per la stabilizzazione al 30 giugno 2026 stanno procedendo con atti concreti di trasformazione dei contratti a tempo indeterminato, in ASL Salerno non risulta ancora avviata la ricognizione definitiva e la conseguente attuazione delle stabilizzazioni per il personale subordinato a tempo determinato.
Il nodo dei contratti autonomi e a partita IVA
Una situazione ancora più inaccettabile riguarda il vasto bacino dei professionisti reclutati tramite contratti libero-professionali a Partita IVA e, nello specifico, il personale impiegato ex art. 15-octies del D.Lgs. 502/92, oltre ai tanti borsisti. Su questo specifico segmento di lavoratori, la FP CGIL Salerno richiama con forza le posizioni già espresse nel recente passato: parliamo di infermieri, psicologi, assistenti sociali, tecnici ed esperti della prevenzione e riabilitazione che da anni garantiscono il funzionamento dei servizi essenziali dell’ASL.
Per la stragrande maggioranza di questi professionisti, la prestazione resa all’Azienda Sanitaria costituisce il rapporto di lavoro principale ed esclusivo, pur essendo impropriamente inquadrati come “autonomi”. Una Pubblica Amministrazione non può continuare a utilizzare la Partita IVA come forma contrattuale permanente per coprire esigenze ordinarie e strutturali: questi lavoratori non possono restare Partite IVA per sempre, ma hanno diritto alla stabilizzazione occupazionale e alla continuità salariale.
Assemblea generale e avvio della mobilitazione
Di fronte a questo scenario di totale incertezza, la FP CGIL Salerno ritiene che la fase dell’attesa sia finita. Non basta più chiedere tavoli o solleciti formali: è il momento della risposta collettiva e diretta di tutti i lavoratori in carne e ossa, chiamati a riappropriarsi del proprio futuro e a mobilitarsi in prima persona per pretendere risposte chiare dall’ASL.
Per queste ragioni, la Funzione Pubblica CGIL Salerno annuncia l’avvio formale della mobilitazione dei precari e convoca un’Assemblea Sindacale Generale per giovedì 23 luglio 2026, alle ore 15:00, presso l’Aula Sindacale dell’ASL Salerno in Via Nizza n° 146 a Salerno.
Il futuro della sanità territoriale e l’appello alle istituzioni
L’assemblea del 23 luglio sarà il punto di partenza per una lotta unitaria in cui i lavoratori dovranno essere i veri protagonisti, senza delegare a nessuno la propria battaglia. Stabilizzare questo personale è una scelta cruciale che si lega direttamente al futuro e alle prospettive della sanità sul territorio. In una fase storica in cui la medicina territoriale deve finalmente partire e le nuove Case di Comunità avranno un disperato bisogno di nuovo personale per garantire l’assistenza ai cittadini, è impensabile disperdere o precarizzare ulteriormente competenze e professionisti che lavorano in sanità da anni. Risolvere la vertenza dei precari e dare loro stabilità è la precondizione indispensabile per costruire una Sanità Pubblica territoriale forte, efficiente e vicina alle comunità locali.
Proprio per questo, la FP CGIL Salerno sottolinea con forza che le volontà manifestate dalla Regione Campania non possono rimanere semplici intenzioni o dichiarazioni di principio: devono essere rese immediatamente esecutive attraverso atti deliberativi concreti e trasparenti da parte della direzione dell’ASL Salerno. Il sindacato rivolge un accorato appello al presidente Roberto Fico affinché eserciti un’azione di forte impulso, vigilanza e garanzia nei confronti dell’Azienda Sanitaria, assicurando che le direttive regionali vengano recepite senza ulteriori indugi. Non c’è più tempo da perdere: la stabilità dei lavoratori e la tenuta della Sanità Pubblica salernitana esigono atti amministrativi immediati e risolutivi.

