Ventotto anni di servizio navetta. Una storia di mobilità, ma soprattutto una storia di attenzione alla comunità e di lungimiranza amministrativa.
Un documento storico del 1998
A raccontare le origini del servizio urbano di Sala Consilina è l’ex sindaco Colucci, che ha recuperato nei propri archivi personali il documento ufficiale originario: il “Disciplinare della Concessione del servizio autolinee urbane”, redatto, approvato e firmato dall’Amministrazione comunale nel settembre del 1998.
Un atto che testimonia la nascita di un progetto fortemente voluto dall’Amministrazione guidata da Colucci e che, a distanza di quasi trent’anni, continua a rappresentare un servizio importante per la comunità salese.
Quella del servizio navetta fu una scelta lungimirante e innovativa, nata dalla volontà di collegare il centro storico, il centro cittadino e le periferie, riducendo al tempo stesso l’utilizzo delle automobili.
Mobilità sostenibile e valore sociale
Ma l’idea aveva anche un valore sociale ancora più profondo. L’obiettivo era infatti quello di garantire a tutti i cittadini la possibilità di sentirsi parte integrante di un’unica comunità, indipendentemente dal quartiere di residenza o dalle proprie possibilità di spostamento.
Un progetto realizzato anche grazie alla collaborazione del Comando di Polizia Municipale, coinvolto nella fase di studio e nella sperimentazione iniziale sul territorio.
“Volevamo soprattutto lanciare un profondo segnale di inclusione sociale”, ricorda Colucci, sottolineando come il servizio navetta fosse stato pensato per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità salese.
Un’eredità che guarda al futuro
A distanza di 28 anni, i fatti sembrano dare pienamente ragione a quella scelta. Il servizio navetta continua a essere una presenza importante nella vita quotidiana di Sala Consilina e rappresenta uno degli esempi più concreti di come una buona intuizione amministrativa, quando nasce guardando al futuro, possa diventare patrimonio della comunità.

