La Procura ha avanzato la richiesta di giudizio immediato per l’uomo residente a Perdifumo accusato della grave aggressione avvenuta lo scorso 2 maggio ai danni di una donna ad Agropoli. La decisione del pubblico ministero segna un passaggio fondamentale nel percorso giudiziario legato a un episodio che ha destato forte scalpore nella comunità cilentana. Nel corso delle fasi preliminari, il G.I.P. Giuseppe Saponiero ha provveduto a riqualificare il reato principale, derubricandolo da tentato femminicidio a tentato omicidio.
La ricostruzione della dinamica e l’arresto
In base alle indagini condotte dagli inquirenti, la violenza si è scatenata a seguito del rifiuto della vittima di consumare un rapporto sessuale. L’indagato avrebbe reagito con estrema brutalità, tentando dapprima di strangolare la donna con un cavo elettrico e sferrandole poi numerosi colpi al volto e alla testa.
A seguito dell’aggressione, l’uomo si è dato alla fuga a bordo della propria automobile lungo la strada statale Cilentana. La sua corsa si è interrotta nei pressi dello svincolo di Agropoli Nord, dove è rimasto coinvolto in un incidente stradale che ha consentito alle forze dell’ordine di bloccarlo. Contestualmente al fermo, la perquisizione ha permesso di rinvenire una pistola clandestina modificata in possesso dell’indagato.
Il quadro difensivo e gli sviluppi processuali
Il quadro difensivo dell’indagato è affidato agli avvocati Antonio Mondelli e Mattia Di Maio. La decisione del giudice di modificare l’imputazione costituisce un elemento centrale nella strategia legale. In merito a questa scelta, l’avvocato Mondelli ha evidenziato l’importanza tecnica del provvedimento: “Tentato omicidio prostituta di Agropoli il p m chiede il giudizio immediato io faccio la seguente dichiarazione: “sono molto soddisfatto del lavoro svolto dagli inquirenti che accogliendo la tesi difensiva dapprima hanno derubricato il reato da tentato femminicidio in tentato omicidio e, successivamente, vi è stata la richiesta di archiviazione anche per il porto di arma. Chiederemo l’abbreviato con la consapevolezza che già tanti passi in avanti sono stati compiuti e molte tesi difensive sono state già vagliate ed accolte nella fase delle indagini preliminari grazie ad un attento e scrupoloso lavoro del magistrato requirente e di quello giudicante”.

