Il fenomeno dell’abbandono di resti animali torna a interessare il territorio di Capaccio Paestum, sollevando una nuova ondata di sdegno tra i residenti. Le ultime segnalazioni giungono direttamente dalla frazione di Gromola, dove alcuni residenti hanno notato la presenza di carcasse immerse nelle acque di un canale consortile.
I resti, che spuntavano parzialmente da una busta di plastica blu, sembrerebbero appartenere a un cane o un gatto, anche se non si esclude che all’interno del sacco possano esserci ulteriori resti.
Una condotta incivile che indigna la comunità
L’episodio ha immediatamente suscitato rabbia e indignazione tra i cittadini della zona. Resta da chiarire se si tratti di animali domestici deceduti di cui i proprietari si sono liberati illecitamente o se si sia di fronte a casi di uccisione deliberata.
Resta la gravità di un gesto che viola le norme ambientali e sanitarie, oltre a dimostrare una totale mancanza di rispetto nei confronti degli animali e della vivibilità del territorio.
Un problema ricorrente che colpisce anche il litorale
Purtroppo non si tratta di un evento isolato. Fenomeni di questo tipo si ripetono su vari tratti del territorio comunale. Spesso i corsi d’acqua e i canali d’irrigazione diventano vettori che trasportano i resti fino alle spiagge del litorale.
Le segnalazioni non riguardano soltanto animali d’affezione come cani e gatti. In diverse occasioni sono stati rinvenuti anche capi provenienti da aziende agricole e zootecniche della zona, tra cui carcasse di bufale e pecore, confermando l’urgenza di controlli più stringenti lungo l’intera filiera e sul corretto smaltimento dei resti.

