Abusivismo edilizio in Campania: firmato a bordo di Goletta Verde il protocollo d’intesa tra Regione e Legambiente

Scritto il 22/07/2026
da Comunicato Stampa

Firmato a bordo di Goletta Verde il protocollo per il monitoraggio dell'abusivismo edilizio in Campania. Solo il 13% delle ordinanze di demolizione è stato eseguito

È stato firmato questa mattina, a bordo di Goletta Verde, il protocollo d’intesa tra Legambiente Campania e la Regione Campania dedicato al monitoraggio dell’abusivismo con particolare attenzione agli impatti sul territorio, sulle coste e sugli ecosistemi marini. Il protocollo è stato siglato da Mariateresa Imparato, Presidente Legambiente Campania, Claudia Pecoraro, Assessora alle Politiche Abitative e alle Pari Opportunità e Vincenzo Cuomo, Assessore al Governo del Territorio e al Patrimonio, alla presenza di Stefano Ciafani, Presidente nazionale Legambiente.

Sono trascorsi 28 anni dall’abbattimento del primo ecomostro campano che comparve nella black list della Goletta Verde di Legambiente. Parliamo delle 73 villette abusive sulla litoranea di Eboli nel salernitano. Da quel lontano 1998, come un effetto domino, anche gli altri ecomostri campani della lista sono andati giù. Nel 1999 Hotel Fuenti di Vietri sul Mare, nel 2001 le torri del Villaggio Coppola a Castel Volturno, a seguire gli scheletri delle villette di Montecorice nel Cilento e per ultimo l’abbattimento dell’ecomostro Alimuri a Vico Equense. Oltre un milione e mezzo di metri cubi di cemento illegale abbattuto, cancellato. Da 40 anni Goletta Verde naviga anche per questo: difendere la costa e il mare dagli illeciti, e fare in modo che i cittadini e le cittadine possano riappropriarsi di spazi occupati dal cemento.

Il protocollo e gli strumenti di monitoraggio

Il protocollo introduce un sistema condiviso per raccogliere e analizzare i dati sull’abusivismo edilizio, utilizzando una scheda predisposta da Legambiente nell’ambito della campagna “Abbatti l’abuso” e adattata alla realtà della Campania. La Regione si impegna a coinvolgere i Comuni nelle attività di monitoraggio, a diffondere gli strumenti di rilevazione e a promuovere iniziative di informazione e sensibilizzazione. Legambiente Campania raccoglierà ed elaborerà i dati, realizzerà report periodici e li metterà a disposizione della Regione per supportare le azioni di contrasto all’abusivismo.

L’obiettivo del protocollo è rafforzare la collaborazione tra Regione, Comuni e Legambiente per affrontare con maggiore efficacia un fenomeno che da troppo tempo danneggia il territorio. L’abusivismo edilizio, alimentato anche dai diversi condoni e dai ritardi nell’esame delle pratiche, non rappresenta solo un problema di legalità, ma aumenta anche i rischi per la sicurezza delle persone e del territorio, resi ancora più gravi dagli effetti dei cambiamenti climatici.

I numeri dell’abusivismo in Campania: demolito solo il 13,1% degli immobili

I dati dell’ultimo report “Abbatti l’abuso” confermano che la Campania resta una delle regioni più colpite dall’abusivismo edilizio e tra le più in difficoltà nel dare esecuzione alle ordinanze di demolizione. Dal 2004 al dicembre 2022, nei 110 Comuni che hanno risposto al monitoraggio, sono state emesse 23.635 ordinanze di abbattimento, ma sono stati demoliti appena 3.107 immobili abusivi, pari al 13,1% del totale. La regione detiene, inoltre, il primato nazionale per numero di pratiche di abusivismo in rapporto alla popolazione, con un’ordinanza ogni 236,6 abitanti. Secondo le stime del rapporto BES dell’Istat, in Campania vengono realizzate 50,4 abitazioni abusive ogni 100 costruite regolarmente, mentre nelle isole minori il fenomeno raggiunge livelli particolarmente allarmanti, con un’ordinanza di demolizione ogni 13 abitanti.

La mappa provinciale dei reati edilizi

In Campania l’abusivismo edilizio mostra una netta polarizzazione: Napoli e Salerno concentrano la maggior parte degli illeciti, mentre Caserta, Avellino e Benevento presentano fenomeni diversi e in parte più controllabili.

Napoli: La Città Metropolitana di Napoli raccoglie circa la metà delle ordinanze di demolizione regionali, con tassi di esecuzione molto bassi (10-12%). Le aree più colpite sono la fascia flegrea-vesuviana e le isole, con Ischia come caso nazionale per densità di abusi e migliaia di condoni inevasi. Napoli è anche la provincia con più acquisizioni al patrimonio comunale (quasi 200 immobili).

Salerno: La provincia di Salerno registra una forte pressione edilizia lungo la Costiera Amalfitana e il Cilento, spesso in aree vincolate. Il tasso di demolizione è intorno al 13-14%, con abusi legati soprattutto al turismo e alle seconde case.

Caserta: La provincia di Caserta è la seconda per numero di ordinanze, con criticità storiche nel litorale domitio (Castel Volturno, Mondragone). Il tasso di demolizione è vicino all’11%, frenato anche dai dissesti finanziari dei Comuni.

Avellino e Benevento: Le province interne, Avellino e Benevento, risultano più virtuose: Avellino raggiunge il 24% di ordinanze eseguite, mentre Benevento presenta un abusivismo micro-residenziale con procedure più rapide.

Il nodo strutturale comune resta la mancata trascrizione degli immobili abusivi: solo lo 0,5% dei Comuni campani adempie all’obbligo, il dato più basso d’Italia, rendendo inefficace il passaggio automatico dei beni al patrimonio pubblico.

Il ritmo delle demolizioni e l’effetto Gratteri

Restano molto limitate anche le acquisizioni degli immobili abusivi al patrimonio comunale: sono appena 625, pari al 2,6% delle ordinanze emesse. Ancora più ridotto il ricorso alla procedura prevista dall’articolo 10-bis della legge 120/2020: solo 107 ordinanze, pari allo 0,5% del totale, sono state trasmesse ai prefetti. Prima dell’insediamento del Procuratore Capo Nicola Gratteri, la media a Napoli era di 71 demolizioni all’anno. Il ritmo è aumentato di oltre il doppio, raggiungendo 181 demolizioni all’anno.

Grazie alla raccolta e alla condivisione dei dati tra Legambiente Campania e Regione Campania, prevista dal protocollo, sarà possibile ottenere un quadro più completo e aggiornato del fenomeno dell’abusivismo edilizio. Questo permetterà non solo di rafforzare le attività di contrasto, ma anche di programmare interventi più efficaci attraverso gli strumenti di pianificazione urbanistica e paesaggistica. Il protocollo prevede inoltre l’istituzione di un Tavolo tecnico interistituzionale che avrà il compito di individuare strategie e soluzioni condivise per affrontare il fenomeno, promuovendo politiche di rigenerazione urbana capaci di coniugare il diritto alla casa, la sicurezza dei cittadini e la riduzione dei rischi, con il coinvolgimento delle comunità locali.

Le dichiarazioni di Legambiente

“Dopo la Regione Calabria, anche la Campania avvia un importante percorso di monitoraggio per contrastare la piaga dell’abusivismo. La collaborazione tra istituzioni, enti locali e associazioni è la strada giusta per costruire un governo del territorio più responsabile, capace di coniugare il diritto all’abitare con la riduzione dei rischi e la salvaguardia dell’ambiente. Ci auguriamo che questo protocollo rappresenti l’inizio di un percorso condiviso che produca risultati concreti e duraturi, e che anche le altre regioni italiane maggiormente colpite dal fenomeno dell’abusivismo seguano la strada della Calabria e della Campania e avviino un percorso di monitoraggio e prevenzione”. — Stefano Ciafani, Presidente nazionale Legambiente

“Siamo molto soddisfatti della firma di questo protocollo, che rappresenta un passo importante verso una collaborazione stabile con la Regione Campania su un tema cruciale come l’abusivismo edilizio. Disporre di dati omogenei e aggiornati significa conoscere meglio il fenomeno e costruire politiche più efficaci per contrastarlo. È un lavoro che guarda al futuro e che punta a prevenire, oltre che a intervenire, perché l’abusivismo edilizio non è soltanto una questione di legalità, ma anche di sicurezza delle persone, tutela del paesaggio e difesa del territorio. In una regione fragile come la Campania, sempre più esposta agli effetti della crisi climatica, non possiamo più permetterci di sottovalutare questo fenomeno”. — Mariateresa Imparato, Presidente Legambiente Campania

40 anni di Goletta Verde

Giunta alla 40esima edizione, Goletta Verde ha come partners principali Anev, CONOU, Novamont, Renexia. In questa edizione a solcare il Mediterraneo sono due imbarcazioni storiche della Goletta Verde: la Catholica, in collaborazione con la Fondazione Goletta L.a.b, che ha navigato dal 15 giugno all’8 luglio da Grado, in Friuli-Venezia Giulia, fino a Brindisi, in Puglia; la Oloferne che dalla Calabria ha dato il cambio alla Catholica, e che navigherà fino ad inizio agosto per arrivare in Liguria, dove quarant’anni fa partì la prima edizione di Goletta Verde.

In 40 anni, dal 1986 ha percorso 160.000 km, Goletta Verde ha percorso quattro volte il periplo della Terra, ed effettuato decine di migliaia di analisi, centinaia di blitz e denunce in tutta Italia e qualche volta all’estero. Storici i blitz contro gli ecomostri, da Punta Perotti, a Bari, all’hotel Fuenti, sulla costiera amalfitana. Dopo anni di mobilitazioni, entrambi gli ecomostri sono stati abbattuti dalle ruspe. Punta Perotti nel 2006 e l’Hotel Fuenti nel 1999. Un’eco-vittoria storica per Goletta Verde che nel 2017 è anche approdata all’ONU, alla Conferenza mondiale sugli oceani, a New York, dove Legambiente è intervenuta in Assemblea generale per raccontare l’impegno della sua campagna.