Svolta significativa nella complessa vicenda legata alla gestione integrata dei rifiuti nel territorio comunale di Eboli. Con l’ordinanza cautelare n. 00415/2026, depositata il 23 luglio 2026, i giudici della Prima Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (sezione staccata di Salerno) hanno accolto il ricorso presentato dalla Sarim s.r.l., congelando l’iter che aveva portato all’assegnazione del servizio alla società Ecologia e Servizi Italia S.r.l.
I motivi del ricorso e l’impugnazione degli atti di gara
La contesa ruota attorno alla maxi gara indetta dal Comune di Eboli e gestita dalla Centrale Unica di Committenza Area Sele Picentini. La Sarim s.r.l., assistita dai legali Feliciana Ferrentino e Lorenzo Lentini, ha contestato in sede giurisdizionale l’intera procedura di affidamento.
Nel mirino dell’azienda non sono finiti soltanto i singoli verbali e la determina dello scorso maggio con cui era stata disposta l’aggiudicazione a favore di Ecologia e Servizi Italia S.r.l., ma l’intera architettura dell’appalto: dal bando di gara al disciplinare, passando per il Piano industriale, il Capitolato speciale e la delibera di Giunta comunale di approvazione del Piano di gestione dei rifiuti. Nel giudizio si è costituito il Comune di Eboli, rappresentato dagli avvocati Giusy Valentina Montone e Sigismondo Lettieri, mentre la CUC e l’Ente d’Ambito ATO Salerno non si sono costituiti.
La decisione del TAR e la sospensione dell’affidamento
A orientare la decisione del collegio giudicante — presieduto da Salvatore Mezzacapo, affiancato dal consigliere Antonio Andolfi e dall’estensore Raffaele Esposito — sono stati i riscontri emersi dalle attività di verificazione svolte nel corso del procedimento.
I giudici salernitani hanno ritenuto che l’istanza cautelare fosse meritevole di accoglimento, disponendo la sospensione immediata degli effetti dei provvedimenti impugnati e congelando sia le procedure di gara sia l’esecuzione dell’affidamento.
L’udienza di merito fissata per ottobre
Non si tratta della parola fine, ma certamente di uno stop pesante per l’amministrazione comunale. Con le spese della fase cautelare interamente compensate tra le parti, il nodo principale della questione si sposta ora all’autunno: il TAR ha infatti confermato l’udienza pubblica fissata per il 7 ottobre 2026, data in cui la vicenda verrà discussa ed esaminata nel merito per la decisione definitiva.

