Agropoli vittima dell’algoritmo: ora è un “inno ufficiale” fatto con l’intelligenza artificiale a generare polemiche

Scritto il 27/07/2026
da Ernesto Rocco

Tra mappe geografiche stravolte e un inno della città generato con l'AI, l'amministrazione di Agropoli si affida agli algoritmi e colleziona polemiche

L’innovazione tecnologica, se gestita senza la dovuta supervisione, rischia di trasformarsi in un boomerang comunicativo. È la parabola che sta interessando il Comune di Agropoli, finito al centro di un acceso dibattito pubblico a causa di un ricorso decisamente disinvolto all’intelligenza artificiale, sfociato in una sequenza di scivoloni istituzionali che hanno sollevato ironia e disappunto.

La cartina geografica della discordia alla stazione

La prima vicenda ha preso forma con l’affissione, all’esterno della stazione ferroviaria, di una cartina geografica del Cilento concepita tramite software generativi. Il risultato visuale si è rivelato un compendio di errori: municipi collocati a chilometri di distanza dalla loro posizione reale, centri abitati clonati e intere comunità semplicemente cancellate dalla geografia locale.

L’installazione ha immediatamente provocato un’ondata di sarcasmo tra i residenti e vivaci proteste da parte dei comuni limitrofi, penalizzati da una rappresentazione del territorio a dir poco allegorica. Nel tentativo di contenere il danno d’immagine, l’assessore al Turismo Roberto Apicella si è affrettato a derubricare l’accaduto a mero «errore di stampa a cui si è immediatamente rimediato». Una spiegazione che non ha però placato i toni, lasciando aperta la discussione sulla leggerezza dei controlli prima della produzione e posa in opera del materiale promozionale.

Un inno ufficiale generato con l’AI tra retorica e sdegno locale

Nonostante la prima battuta d’arresto, la linea dell’amministrazione non ha subito cambi di rotta. A poche ore di distanza, il Comune ha infatti presentato alla cittadinanza una sorta di inno ufficiale della città, anch’esso confezionato su misura da un algoritmo. Il brano, infarcito di luoghi comuni e metriche sintetiche, ha finito per rimarcare un distacco tra le scelte dell’Ente e il tessuto culturale della comunità.

A sollevare le perplessità maggiori è stata la decisione di delegare a un software la creazione dell’identità sonora cittadina, ignorando deliberatamente il patrimonio artistico locale. Agropoli vanta infatti la presenza di istituti scolastici e realtà formative a indirizzo musicale che non sono mai stati interpellati per contribuire a un progetto di tale rilevanza simbolica.

Se le produzioni digitali continuano a collezionare stroncature, le uniche reazioni indiscutibilmente reali restano quelle dei cittadini, sempre più critici di fronte a una gestione istituzionale che sembra aver smarrito il contatto con la realtà.