Omicidio del giornalista Luca Esposito a Eboli: convalidato il fermo del 26enne. Il legale: “Quadri da approfondire”

Scritto il 27/07/2026
da Federica Inverso

Si è tenuta a Fuorni l'udienza di convalida per il 26enne accusato del delitto del giornalista Luca Esposito a Eboli. Il punto sulle indagini e la posizione della difesa

Si è svolta questa mattina, nel carcere di Fuorni a Salerno, l’udienza di convalida del fermo di R.R., il cittadino tunisino di 26 anni che nei giorni scorsi ha confessato l’omicidio del giornalista sportivo salernitano Luigi “Luca” Esposito, 53 anni.

L’udienza, durata poco più di un’ora, si è tenuta davanti al Giudice per le Indagini Preliminari. Il giovane, difeso dall’avvocato Giovanni Mauri, è accusato di aver ucciso Esposito nella notte tra il 18 e il 19 luglio in un terreno agricolo in località Cioffi, a Eboli, e di averne incendiato il corpo quando il 53enne era, purtroppo, ancora in vita. Secondo la Procura, il 26enne era irregolare sul territorio nazionale e già destinatario di un provvedimento di rimpatrio.

Le indagini dei Carabinieri e il rintraccio dell’indagato

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Salerno e condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, hanno portato in pochi giorni all’individuazione del presunto responsabile. Il giovane è stato rintracciato all’interno di un casolare abbandonato a pochi chilometri di distanza dal luogo del delitto, a seguito di un’intensa attività investigativa supportata da accertamenti tecnici, analisi dei tabulati telefonici e rilievi scientifici.

Si tratta di una tragedia su cui restano ancora numerosi aspetti da chiarire. Sul possibile movente dell’omicidio, infatti, da parte degli inquirenti continua a trapelare il massimo riserbo.

La versione dell’indagato e il nodo del movente

Nel racconto fornito agli inquirenti, il 26enne avrebbe sostenuto che Luigi “Luca” Esposito gli avrebbe rivolto ripetute avances di natura sessuale e che quella sera tra i due sarebbe scoppiata una violenta lite. L’indagato avrebbe inoltre richiamato motivazioni legate alla propria fede musulmana, spiegando di aver vissuto con profondo disagio quelle presunte richieste e facendo riferimento anche ad altri suoi connazionali che, a suo dire, avrebbero accettato rapporti sessuali in cambio di denaro per necessità economiche.

Tali elementi, tuttavia, rappresentano esclusivamente la versione fornita dall’indagato e saranno rigorosamente oggetto degli approfondimenti investigativi disposti dalla Procura.

Le dichiarazioni della difesa: “Necessari approfondimenti tecnici”

Al termine dell’udienza, l’avvocato difensore Giovanni Mauri ha dichiarato:

“Ci sono degli aspetti, già emersi durante l’interrogatorio a seguito del fermo, che devono essere sicuramente approfonditi. Naturalmente, per eventi così drammatici e complessi, è necessario — ma non ai fini di un gossip becero — approfondire alcuni aspetti della vita dei soggetti coinvolti. Poi ci sono degli aspetti tecnici che riguardano effettivamente l’evento della morte della vittima e che potrebbero cambiare l’attuale capo di imputazione, che è un capo di imputazione momentaneo”.

Il legale ha infine aggiunto che il suo assistito “ha risposto alle domande e ha chiarito ulteriori dinamiche di quello che è accaduto”, senza tuttavia entrare nel merito del possibile movente.