Sanità ad Agropoli, è scontro aperto: «Delibera della Giunta rinunciataria, si blocchi l’Atto Aziendale»

Scritto il 28/07/2026
da Ernesto Rocco

Sanità ad Agropoli, è scontro totale sulla delibera per l’ospedale: «Un’occasione mancata, servono decisioni subito e non altri sei mesi di rinvii!».

Non placa le polemiche la delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta comunale di Agropoli sul futuro del presidio sanitario cittadino. Anzi, il provvedimento licenziato dall’Esecutivo guidato dal sindaco Roberto Antonio Mutalipassi riaccende lo scontro istituzionale e incassa una bocciatura senza appello da parte del comitato “Obiettivo Ospedale”, da anni in prima linea nella battaglia per il ripristino dell’emergenza-urgenza nel Cilento costiero.

La linea dell’Amministrazione, che con l’atto approvato ha chiesto alla Regione Campania di recepire il nuovo Atto Aziendale dell’ASL Salerno inserendo una clausola di valutazione a sei mesi per l’eventuale riclassificazione della struttura in Ospedale di Base, viene definita dai rappresentanti del comitato come una clamorosa «occasione mancata». Una presa di posizione durissima che segna una spaccatura profonda e mette a rischio i tavoli di confronto tra la cittadinanza attiva e il municipio.

La critica alla delibera e la richiesta dello stop a Palazzo Santa Lucia

Secondo la ricostruzione di Obiettivo Ospedale, la strategia politica scelta dall’Esecutivo agropolese difetterebbe di fermezza. Se il nuovo Atto Aziendale dell’ASL Salerno (la delibera numero 1351 adottata lo scorso 15 luglio) riconosce già alla struttura di Agropoli il diritto ad un Pronto Soccorso in zona disagiata, l’unica richiesta da avanzare formalmente alla Giunta Regionale della Campania avrebbe dovuto essere il blocco del provvedimento fino alla garanzia dell’immediata operatività del servizio H24, comprensivo di risorse finanziarie e personale medico dedicato.

«Invece – spiegano i referenti di Obiettivo Ospedale – la delibera approvata dall’Amministrazione chiede alla Regione di approvare comunque l’Atto Aziendale, limitandosi ad inserire una clausola che rinvia ad una futura programmazione e affidando all’ASL altri sei mesi di ulteriori valutazioni sul bacino di utenza e sui flussi turistici. È una scelta che non condividiamo affatto. Per l’attivazione del presidio in zona disagiata non servono altri sei mesi di studi: tutti gli elementi conoscitivi sono già ampiamente disponibili e l’Atto Aziendale avrebbe potuto e dovuto disciplinarne da subito l’operatività».

«Servono decisioni, non rinvii»: lo strappo sulle future interlocuzioni

Nel merito della vertenza, il comitato distingue chiaramente i due piani dell’assistenza sanitaria: se da un lato la riclassificazione ad “Ospedale di Base” potrà essere valutata dalla Regione nell’ambito del prossimo aggiornamento della rete ospedaliera, questo percorso programmatico non può e non deve trasformarsi nel pretesto per rinviare l’apertura del Pronto Soccorso in zona disagiata già prevista ed eseguibile oggi stesso.

«Non servono nuove istruttorie, servono decisioni immediate», incalzano dal comitato, esprimendo forte rammarico per il mancato recepimento delle proposte avanzate durante gli incontri interlocutori svolti nei giorni scorsi con i vertici comunali. La nota si chiude con un avviso formale al sindaco e agli assessori: «Purtroppo dobbiamo prendere atto che le nostre sollecitazioni non sono state accolte. Se questo è il metodo con cui si intende affrontare una questione tanto delicata, ogni futura interlocuzione con l’Amministrazione comunale rischia di essere del tutto inutile. Obiettivo Ospedale continuerà a confrontarsi solo con chi è realmente disposto a tradurre gli impegni in atti concreti, non con chi si limita a rinviare decisioni che possono e devono essere assunte oggi».