Allarme pesci nel Cilento: la spiegazione degli esperti e perché non bisogna cedere al panico

Scritto il 29/07/2026
da Ernesto Rocco

Pizzichi e lievi ferite in mare tra Pioppi e Palinuro: gli esperti chiariscono cosa sta accadendo nel Cilento e smentiscono gli allarmismi social

Immergersi nelle acque estive e avvertire un leggero pizzico alle gambe è un’esperienza comune a molti bagnanti. A provocare questa sensazione sono piccoli pesci che popolano i bassi fondali, abituati ad avvicinarsi all’uomo senza particolari remore. Negli ultimi giorni, tuttavia, la questione ha assunto contorni ben più ampi lungo il litorale del Cilento, da Pioppi a Palinuro, dove la notizia di alcune persone rimaste ferite ha generato un vero e proprio allarme.

La rapida diffusione di voci e timori sulle piattaforme social ha spinto persino le istituzioni locali, tra cui il comune di Centola, a intervenire ufficialmente per ridimensionare la portata degli episodi e preservare la stagione turistica. La comunità scientifica invita alla calma: l’entità dei fatti non giustifica alcun tipo di panico.

Le specie coinvolte e la vera entità delle lesioni

Lontano dalle ipotesi che tirano in ballo predatori come barracuda o pesci balestra, la realtà risiede nella presenza di fauna marina del tutto ordinaria. I responsabili di questi episodi sono con ogni probabilità i comuni saraghi, pesci di modeste dimensioni che frequentano le acque basse. Nella fattispecie, studi condotti dalle Università di Catania, del Salento e di Torino hanno individuato nel sarago maggiore (Diplodus sargus) il principale autore di questi contatti. Questo esemplare, lungo circa venti centimetri e dotato di piccoli denti affilati, può causare al massimo minime fuoriuscite di sangue, particolarmente evidenti quando ad essere colpita è la pelle più sottile degli anziani o dove sono già presenti piccole escoriazioni. Si tratta di lesioni di lieve entità, trattabili con un semplice disinfettante e un cerotto, risultando di gran lunga meno problematiche rispetto alle classiche punture di riccio di mare o ai contatti con le meduse.

Il parere degli esperti: perché occorre evitare inutili allarmismi

A fare chiarezza sulla vicenda è intervenuto Francesco Tiralongo, ittiologo presso l’Università di Catania, il quale ha ribadito l’importanza di analizzare i fatti con la dovuta obiettività scientifica.

“Bisogna evitare allarmismi e ricostruzioni fantasiose”, spiega Tiralongo a Fanpage.it. “Si parla di pesci balestra, barracuda o addirittura di specie aliene, ma senza alcuna prova. Al momento non conosciamo con certezza nemmeno quale specie abbia provocato le ferite registrate nel Cilento… Forse sono saraghi maggiori (Diplodus sargus). Nella maggior parte dei casi si tratta di ferite limitate, spesso localizzate in corrispondenza di piccole escoriazioni, punture di zanzare o lesioni già presenti sulla pelle. Generalmente è sufficiente uscire dall’acqua, disinfettare la ferita e monitorarla”.

L’esperto ha inoltre dettagliato il comportamento naturale di questi esemplari nei confronti della presenza umana in acqua.

“I saraghi frequentano abitualmente i fondali bassi e da sempre si avvicinano alle persone incuriositi dai movimenti dei piedi sulla sabbia, che possono far emergere piccoli invertebrati di cui si nutrono”, chiarisce Tiralongo, specificando che “di solito questi contatti si limitano a lievi pizzicotti quasi impercettibili” e parlando di “lesioni di modesta entità, ma in alcuni casi particolari possono effettivamente provocare sanguinamento e costringere i bagnanti a ricevere cure mediche”.