Un quadro climatico sempre più complesso si prospetta per la provincia di Salerno. L’effetto congiunto dell’innalzamento continuo delle temperature e dell’elevata cementificazione del suolo rischia di generare conseguenze dirette sia sulla salute della popolazione che sui consumi di energia. Le stime elaborate all’interno del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici tracciano uno scenario di forte pressione ambientale, con il capoluogo destinato a registrare fino a 76 giornate estive con valori superiori ai 25 gradi e circa 20 giornate caratterizzate da afa intensa. Anche lungo la fascia costiera le giornate di caldo accentuato subiranno una crescita significativa, raggiungendo quota 62 nella città di Agropoli.
La spaccatura geografica e l’impatto nelle pianure
Le proiezioni dei dati ministeriali indirizzate al 2050 mettono in luce una netta differenza tra le varie aree territoriali della provincia. Le zone pianeggianti dell’Agro Nocerino e della Piana del Sele risulteranno tra le più esposte. Centri fortemente urbanizzati come Angri, Scafati, Battipaglia ed Eboli dovranno fare i conti con un forte riscaldamento del terreno e una limitata ventilazione, fattori che spingeranno le giornate estive fino a un picco di 86 all’anno. Questa condizione determinerà un forte incremento della domanda energetica necessaria per il raffrescamento degli ambienti.
La situazione nei centri collinari e montani
Un andamento differente caratterizzerà le località collinari e montane del territorio salernitano. Sebbene a Sala Consilina si prefiguri un quasi raddoppio dei giorni caldi, pronti a passare da 15 a 37, il livello di disagio bioclimatico rimarrà inferiore rispetto a quello misurato nelle vallate. Dinamiche analoghe sono previste per i territori di Giffoni Valle Piana e Campagna. Il peso dell’altitudine e dello sviluppo urbano emerge in modo chiaro dal confronto tra due comuni limitrofi: Montecorvino Pugliano potrebbe raggiungere i 73 giorni di caldo in virtù dell’espansione verso la pianura, mentre Montecorvino Rovella si fermerà a una media di 56 giorni grazie alla sua quota altimetrica.
Il confronto con le strategie urbane di mitigazione
Di fronte all’allungamento della stagione estiva a scapito dei periodi intermedi, si evidenzia la necessità di interventi mirati sulle strutture urbane. A livello globale si diffondono pratiche volte a contenere l’impatto termico. Nella realtà salernitana, tuttavia, l’azione mitigante della presenza del mare rischia di essere ridotta dall’asfalto, dal cemento e dalla conformazione naturale che trattiene l’umidità nei bassi strati.

