Sparò e uccise un ladro a Foria Centola, caso archiviato: ecco perché per il GIP fu legittima difesa

Scritto il 31/07/2026
da Ernesto Rocco

l GIP del Tribunale di Vallo della Lucania ha archiviato l'inchiesta sull'uccisione di Rivaldo Rusi. Riconosciuta la legittima difesa per Aurelio Valiante

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania, dottor Giuseppe Saponiero, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale a carico di Aurelio Valiante, disponendo la restituzione degli atti al Pubblico Ministero. La decisione è giunta a scioglimento della riserva assunta dopo l’udienza camerale celebrata il 14 luglio 2026, accogliendo le istanze formulate dalla Procura della Repubblica e dalla difesa dell’indagato. Si chiude così, sotto il profilo della responsabilità penale per i reati di omicidio e tentato omicidio, la vicenda giudiziaria scaturita dai drammatici fatti avvenuti la sera del 22 giugno 2025 presso un’abitazione di Foria di Centola.

L’ordinanza ha respinto le opposizioni presentate dai legali dei familiari della vittima, Rivaldo Rusi, e del complice rimasto ferito, Xhuljan Curti, rigettando le richieste di ulteriori approfondimenti investigativi poiché ritenuti superflui ai fini della ricostruzione del quadro probatorio.

La ricostruzione degli eventi della sera del 22 giugno

Gli accertamenti e le perizie balistiche hanno permesso di delineare la sequenza delle azioni verificatesi intorno alle ore 22:00 della sera del fatto. Aurelio Valiante si trovava all’interno del salone della propria abitazione insieme alla moglie quando ha avvertito dei rumori sospetti provenienti dalla camera da letto. Impugnato un fucile semiautomatico calibro 12 Beretta, regolarmente detenuto e prelevato dall’armadio di casa, l’uomo è uscito sul patio.

A quel punto, tre malviventi stavano guadagnando l’uscita dalla finestra dell’immobile dopo aver sottratto gioielli e una pistola revolver .357 Magnum Taurus custodita in cassaforte. Mentre due dei complici si trovavano ancora all’interno del perimetro del giardino, un terzo individuo, posizionatosi in una zona sopraelevata su un terrapieno lungo la stradina d’accesso, ha aperto il fuoco contro il proprietario di casa, esplodendo almeno tre colpi con l’arma appena rubata. Valiante ha quindi risposto al fuoco con il fucile in dotazione, esplodendo due cartucce che hanno attinto Rivaldo Rusi, deceduto poco dopo a causa delle lesioni riportate, e Xhuljan Curti, rimasto gravemente ferito, mentre il terzo uomo è riuscito a fuggire facendo perdere le proprie tracce.

Nelle ore successive, in preda allo stato di shock, Valiante ha trasportato il cadavere di Rusi in un terreno in località Donnamaria a San Severino di Centola, occultando la salma con l’aiuto del fratello Marco prima di confessare l’accaduto ai magistrati tre giorni dopo, consentendo il recupero del corpo.

I riscontri balistici e l’inattendibilità delle versioni opposte

La ricostruzione fornita da Valiante ha trovato piena conferma nelle indagini scientifiche ed etero-dirette condotte dalla Sezione di Balistica dei RIS di Roma e dalle testimonianze dei vicini di casa. L’esame dell’immobile ha rilevato tracce di impatto balistico sulla scossalina di gronda, sul tubo pluviale e sul cornicione della parete sud della casa. I frammenti di ogiva e camiciatura recuperati sono risultati del tutto compatibili con il calibro .38/.357 del revolver asportato al proprietario.

Al contrario, la versione resa da Xhuljan Curti è stata ritenuta dal GIP palesemente inattendibile e smentita dagli elementi oggettivi. Curti aveva infatti sostenuto che gli occupanti fossero disarmati, negando di aver sentito colpi di pistola e affermando di essere stati attinti alle spalle mentre cercavano di fuggire. Tali dichiarazioni sono riultate in contrasto con le testimonianze dei vicini, i quali hanno udito distintamente una prima sequenza di tre o quattro spari ravvicinati seguiti da un colpo più forte, e con la collocazione delle tracce ematiche rilevate dai Carabinieri.

Le motivazioni giuridiche: applicata la legittima difesa

Sotto il profilo normativo, il Giudice per le Indagini Preliminari ha ritenuto la condotta di Valiante pienamente scriminata ai sensi dell’articolo 52 del codice penale, con particolare riferimento ai presupposti della legittima difesa domiciliare. L’azione dell’indagato è stata valutata con giudizio ex ante come una reazione necessaria e inevitabile a un’aggressione armata diretta alla propria incolumità e consumata all’interno dell’abitazione di residenza.

Nelle motivazioni si legge che:

«Il pericolo era sicuramente attuale, in quanto, prima che il VALIANTE reagisse, venivano esplosi tre colpi di pistola nella sua direzione e la sua reazione… si poneva in piena continuità temporale con l’azione offensiva del primo malvivente».

Il GIP ha inoltre specificato che, pur volendo ipotizzare un superamento dei limiti imposti dalla necessità difensiva, la condotta rientrerebbe comunque nell’ambito di applicazione dell’articolo 55, secondo comma, del codice penale. Il contesto notturno, la presenza di più persone intruse e i colpi di pistola esplosi all’indirizzo dell’uomo hanno determinato una condizione di grave turbamento psichico e di minorata difesa tale da escludere ogni profilo di colpevolezza.