Crisi sanitaria a Battipaglia ed Eboli: ospedali al collasso tra guasti e trasferimenti d’urgenza

Scritto il 04/08/2026
da Ernesto Rocco

La chiusura dell'ospedale di Battipaglia manda in tilt il nosocomio di Eboli: tra sovraccarichi, caldo estremo e guasti tecnologici la situazione è critica

La drammatica situazione che emerge dal presidio ospedaliero di Battipaglia si sta abbattendo come un maglio sull’ospedale di Eboli, ora letteralmente al collasso. Il nosocomio di Battipaglia è stato costretto a una chiusura totale di tre settimane in seguito a gravi cedimenti strutturali, allo scivolamento di un pilastro portante nel reparto di Ginecologia e all’evacuazione d’urgenza di 65 pazienti, trasferiti con venti ambulanze verso Eboli, Roccadaspide e Salerno.

Il sovraccarico e le criticità ambientali nel nosocomio ebolitano

L’improvviso e massiccio afflusso di pazienti sta facendo esplodere le tensioni all’interno della struttura ebolitana, dove la situazione è ormai incandescente. Da diversi giorni si registrano problemi seri legati all’assorbimento dell’energia elettrica, un’anomalia tecnica che fa scattare continuamente i gruppi elettrogeni e amplifica un’ondata di calore soffocante. Negli atri affollati e nei locali del CUP le temperature hanno raggiunto livelli proibitivi, costringendo cittadini e malati a soffrire il grande caldo in condizioni inaccettabili.

Blocchi tecnologici e guasti ai macchinari

A peggiorare un quadro già complesso si aggiungono i blocchi tecnologici, con la risonanza magnetica completamente fuori uso. A ciò si sono uniti gravi disservizi al laboratorio di analisi a causa di un guasto che ha interessato due macchinari, i cui interventi di riparazione risultano ancora in corso.

Condizioni di lavoro critiche e sicurezza a rischio

La tensione nei reparti ha toccato il limite di guardia. Si registrano zero posti letto disponibili e turni massacranti per i dipendenti: medici e infermieri sono costretti a operare in trincea, tra carichi di lavoro insostenibili e un’emergenza continua che rischia di compromettere definitivamente la sicurezza degli operatori e dei pazienti.