Gran Fondo di Nuoto Pisciotta-Acciaroli-Pisciotta: a 72 anni Carmine Montuori pronto per la traversata di 35 km

Scritto il 06/08/2026
da Ernesto Rocco

L'ingegnere Carmine Montuori affronta la traversata a nuoto di 35 km da Marina di Pisciotta ad Acciaroli. Orari, dettagli e sicurezza dell'evento

Sabato 8 alle ore 24:00 si rinnoverà l’appuntamento con la Gran Fondo di Nuoto Pisciotta-Acciaroli-Pisciotta. Carmine Montuori, ingegnere ultra settantenne, si cimenterà in una traversata di 35 km lungo la rotta che collega Marina di Pisciotta ad Acciaroli: un percorso impegnativo, fatto di grande resistenza e determinazione. L’arrivo a Marina di Pisciotta è previsto per domenica 9 alle ore 15:00, presso la spiaggia Acquabianca – Lido Tarallo.

Sicurezza e assistenza lungo la rotta

La sicurezza dell’atleta sarà garantita dalle imbarcazioni della Lega Navale Italiana di Pozzuoli, del Circolo Nautico Portosalvo e del Circolo Nautico di Marina di Pisciotta, che seguiranno da vicino l’evento, oltre che dal Gruppo Subacqueo Carabinieri di Napoli. La Misericordia di Pisciotta e la Misericordia di Vallo della Lucania hanno inoltre predisposto un’équipe medica di assistenza per garantire la massima tutela a Carmine. L’evento gode del patrocinio del Comune di Pisciotta.

Il racconto di Carmine Montuori: dalle prime sfide ai ricordi in mare

“La prima volta che ci provai fu da Palinuro”, racconta Carmine Montuori. “Ero sul faro e guardavo quel tratto di mare fino a Pisciotta, sentendo una strana emozione nell’immaginare di solcare a nuoto quelle acque trasparenti. Sembravano una distanza infinita quei 10 km di mare; oggi li faccio come allenamento.

Seguirono i due Gran Fondo da Acciaroli e il Gran Fondo da Camerota. C’era sempre qualche amico che si sacrificava a seguirmi in barca, e non so chi faticava di più, se io a nuotare o loro in barca con la ridotta sotto il sole.

Poi venne Maratea-Acquafredda, 52 km, in una splendida notte di plenilunio: una decina di amici su tre barche, un medico e il nostro navigatore solitario Pino Veneroso, che definiva la rotta sull’ammiraglia. Mi è rimasta indelebile nella memoria la scia luminosa del braccio che entrava in acqua, circondato dal plancton luminescente e con il riflesso della luna che illuminava d’argento le bolle d’aria trascinate dalla bracciata.

Mi chiedo a volte: perché tutto questo, perché i lunghi allenamenti in un mare a volte calmo, altre invece agitato dai venti di Maestrale. Certo è passione per lo sport, un amore ancestrale per il mare, e forse la ricerca del limite alle proprie forze.

È sicuro però che da solo non ci riuscirei: è l’entusiasmo degli amici in barca, le poche parole scambiate durante i rifornimenti, la spinta a non mollare, come è successo l’anno scorso, quando il vento e le correnti fuori Pioppi facevano un muro impenetrabile e ogni bracciata era una lotta per guadagnare due centimetri”.

La gestione dello sforzo e la preparazione atletica

“Cosa pensi in quelle ore di nuoto? I pensieri a volte vagano senza un filo logico, ma poi tornano puntuali per capire come stanno i muscoli, controllare la tecnica della bracciata e la respirazione, capire se puoi forzare il ritmo o devi rallentare. Fai attenzione ai crampi, alle pulsazioni: è come un check-up continuo, non puoi permetterti errori.

Qualche amico scherza: ‘Ma chi te lo fa fare?’. Me lo chiedo sempre pure io nei primi cento metri e dico: ‘Questa è l’ultima!’. Poi prendo il ritmo e penso: ‘Vabbè, mo’ cercàmo ‘e arrivà, poi Dio ‘ce pènza…’.

La preparazione atletica parte a novembre, fra palestra, running e canottaggio. Mancano le piscine e solo a fine maggio iniziano gli allenamenti in mare. Nell’ultimo mese mantengo una media di due ore e mezza di nuoto tutti i giorni, un’alimentazione controllata da Ramona Tancredi e una serie infinita di esami medici”.