Non si placa la bufera politica e sociale attorno al programma sperimentale promosso dal Comune di Roscigno per contrastare lo spopolamento e l’emergenza abitativa. L’innovativa proposta guidata dal sindaco Pino Palmieri, mirata ad assegnare gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) sfitto alle famiglie di immigrati uscite dal Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI), ha incassato un chiaro altolà burocratico da parte della Regione Campania. Una risposta giunta dagli uffici di Palazzo Santa Lucia che ha scatenato la dura e piccata reazione del primo cittadino cilentano.
La posizione della Regione Campania: «Prima gli strumenti ordinari»
Con una nota ufficiale, la Direzione Generale per il Governo del Territorio ha fatto il punto della situazione in merito al “Programma Sperimentale” inviato da Roscigno.
La Regione chiarisce che la richiesta di attivare un programma particolare — ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del Regolamento regionale n. 11/2019 — potrà essere presa in considerazione solo dopo aver esaurito tutti gli strumenti ordinariamente previsti dalla normativa.
Nello specifico, la nota regionale precisa che:
- Avviso ERP 2026: È attualmente in corso l’istruttoria delle domande per il bando 2026, all’interno del quale risultano presentate soltanto 2 domande riferite al territorio di Roscigno.
- Utilizzo delle graduatorie provinciali: Se al termine delle assegnazioni dovessero residuare appartamenti liberi, l’articolo 11, comma 10, stabilisce che il Comune deve attivare una procedura ad evidenza pubblica riservata ai soggetti presenti nelle graduatorie definitive degli altri comuni della provincia di Salerno.
- Iter straordinario vincolato: Un programma speciale potrà essere valutato solo dopo aver verificato l’assenza di aventi diritto anche a livello provinciale, previo parere dell’Osservatorio Regionale sulla Casa.
- Fondo Emergenza Abitativa: Nelle more, la Regione suggerisce al Comune di attingere alla Misura 1 del Fondo regionale per l’emergenza abitativa (istituito con L.R. 25/2024), che eroga contributi economici per il sostegno all’autonoma sistemazione e alla locazione.
L’attacco del sindaco Palmieri: «Finta solidarietà e parassitismo politico»
La replica del primo cittadino di Roscigno, Pino Palmieri, di fronte alle prescrizioni burocratiche di Napoli, è un affondo senza filtri contro la gestione regionale e le narrazioni sull’accoglienza:
«Aprite gli occhi sulla realtà di Roscigno: famiglie sbattute in mezzo a una strada appena terminato il progetto SAI, mentre 11 case popolari marciscono VUOTE! È questo il vostro “modello di accoglienza”? È questa la tutela delle aree interne? Siamo di fronte a uno schiaffo morale inaccettabile. Si riempiono le tasche e le bacheche social di slogan buonisti, ma quando i riflettori si spengono, la solidarietà diventa carta straccia. Lasciare madri e bambini senza un tetto quando a pochi metri ci sono appartamenti chiusi a chiave — o incagliati in una burocrazia immobile e sospetta — è un atto di pura vigliaccheria istituzionale. Non ce ne facciamo nulla dei vostri sfilamenti, dei cuoricini sui manifesti e dei discorsi patinati. L’integrazione non è un contenitore da svuotare quando scadono i fondi, e il diritto alla casa non è un favore da elemosinare. La misura è colma. Basta chiacchiere, basta parassitismo politico. Pretendiamo fatti ORA!»
Il nodo politico e il futuro dei piccoli borghi
Lo scontro tra Roscigno e la Regione Campania pone in evidenza il corto circuito che spesso si genera tra l’esigenza dei piccoli comuni di intraprendere azioni rapide contro lo spopolamento e le maglie rigide della burocrazia regionale. Da un lato, la Regione difende il principio della graduatoria unica e dell’evidenza pubblica provinciale per garantire l’accesso equo all’edilizia popolare; dall’altro, l’amministrazione comunale denuncia l’assurdo di un patrimonio immobiliare pubblico deserto che deperisce mentre nuclei familiari già radicati sul territorio rischiano di dover abbandonare il borgo per assenza di case.

