Si alza il livello dello scontro istituzionale attorno al Grand Hotel Salerno. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo De Luca ha deciso di sporgere un esposto-denuncia formale presso la Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza per chiedere accertamenti sulla gestione complessiva della nota struttura ricettiva del centro cittadino. L’iniziativa giudiziaria si affianca all’ultimatum economico già stabilito dall’ente locale, che prevede la sospensione dell’attività per la società gestrice se non verranno regolarizzate le pendenze entro la data limite del 12 agosto.
Esposto alla Magistratura sulla gestione dell’albergo
L’invio degli atti agli organi inquirenti rappresenta un passo ulteriore rispetto alla sola controversia contabile.
Gli accertamenti amministrativi avrebbero evidenziato procedure ritenute poco chiare dalle istituzioni locali. Sarà ora compito dei magistrati e delle fiamme gialle valutare la fondatezza delle ipotesi avanzate e stabilire se vi siano estremi di rilevanza penale o finanziaria nel modello gestionale applicato.
Il nodo dei debiti fiscali per Imu e Tari
Resta nel frattempo centrale l’imminente scadenza fissata dal primo cittadino. Secondo i dati resi noti dall’amministrazione, la società risulterebbe debitrice verso le casse comunali per una cifra complessiva pari a 8,8 milioni di euro, accumulata negli anni per il mancato versamento delle imposte locali su immobili e rifiuti.
Controlli sulle licenze ed estensione delle camere
Oltre ai mancati versamenti dei tributi, la ricostruzione del Comune evidenzia anomalie che risalgono alla fase iniziale dello sviluppo della struttura situata sul Lungomare Tafuri. L’immobile nasce su terreni di proprietà comunale concessi nel 2002 tramite il diritto di superficie.
Le garanzie finanziarie sul bene pubblico e le possibili sanzioni
Un ulteriore elemento di attrito riguarda le operazioni finanziarie condotte sull’immobile, la cui proprietà del suolo appartiene al patrimonio cittadino. Stando a quanto denunciato dal sindaco, il titolo di superficie sarebbe stato impiegato per operazioni di credito esterne di rilievo economico, procedura definita opaca dagli uffici comunali poiché eseguita su un bene della collettività.
Il calendario fissato dal Comune per la regolarizzazione delle posizioni debitorie e contrattuali non prevede proroghe oltre la metà di agosto.

