Propaganda politica e IA ad Agropoli: la realtà parallela dell’amministrazione comunale

Scritto il 08/08/2026
da Ernesto Rocco

Ad Agropoli si usa l'IA per creare una realtà parallela sui social, dipingendo la città come un paradiso turistico. Il divario con i problemi reali.

C’è un confine sottile tra la propaganda politica e la fantascienza, e ad Agropoli quel confine è stato superato da tempo, polverizzato sull’altare di una disperata operazione di maquillage mediatico. Quando la popolarità di un’amministrazione comunale tocca i minimi storici, si sa, la creatività al potere si risveglia. E se governare la città diventa un esercizio complesso, ecco che diventa molto più semplice riscriverla a tavolino, pixel dopo pixel, affidandosi a fantomatici blog spuntati dal nulla e pensati ad hoc per intercettare quel segmento di popolazione che oscilla tra i Baby Boomer e i Millennial: abbastanza social da scorrere una bacheca tra un caffè e l’altro, ma forse non abbastanza smaliziati da smascherare l’impalcatura digitale.

La narrazione zuccherosa sui social network

Negli ultimi mesi i feed di molti cittadini sono stati invasi da una narrazione zuccherosa e surreale. Agropoli viene dipinta come un’isola felice, un eden incontaminato dove l’unico pensiero fisso della cittadinanza sembra essere l’attesa trepidante del prossimo grande evento. Turismo ed eventi, manco a dirlo, sono i pilastri unici di questa agiografia quotidiana. Chissà quale prodigiosa coincidenza guida questa ossessione monotematica per le manifestazioni, rigorosamente celebrate come trionfi epocali. Peccato che a questa epopea digitale corrisponda una realtà ben diversa, certificata non solo dal malumore sempre più tangibile che si respira per le strade, ma anche dalle cronache della stampa locale che, pur mantenendo spesso un approccio benevolo per carità cristiana, faticano a trovare tracce di questo Bengodi amministrativo. Basti pensare che di recente sono gli stessi consiglieri di maggioranza a far emergere insofferenza, in un dejavù già vissuto quando il sindaco era Adamo Coppola (la storia è nota).

Il ruolo dell’intelligenza artificiale e dei giornalisti fantasma

Il vero tocco di classe, tuttavia, risiede nella tecnologia. A scrivere le lodi sperticate dell’esecutivo cittadino non sono neppure penne in carne ed ossa, bensì l’intelligenza artificiale. Algoritmi generativi che sfornano elogi sperticati e che, in alcuni casi, arrivano persino a inventare firme di pseudo giornalisti ed esperti di marketing e comunicazione. Professionisti rigorosamente inesistenti nella realtà, la cui fittizia autorevolezza viene data in pasto a un pubblico che, con la verifica dei fatti tipica delle generazioni più mature, finisce inevitabilmente per smascherare il bluff.

Il distacco tra la politica e il paese reale

Eppure, dietro la fredda macchina dell’intelligenza artificiale, si muove sempre il ben più caldo e diabolico pensiero umano. Se si è costretti a ricorrere a questi mezzucci da marketing di quart’ordine, significa che la percezione del distacco dal Paese reale è totale e bruciante. Il termometro del malessere cittadino segna la febbre alta, e la risposta della politica non è un esame di coscienza o un cambio di passo nell’azione amministrativa, ma la costruzione di una realtà parallela.

Problemi concreti versus bollettini virtuali

Viene da chiedersi se, invece di investire tempo e risorse in avatar digitali e blogger fantasma, non sarebbe più utile occuparsi dei problemi concreti della città. O forse, giunti a questo punto, la consapevolezza di una frattura ormai irreparabile con la comunità è totale, e questi bollettini di propaganda virtuale rappresentano davvero l’ultimo, patetico tentativo di cambiare una narrazione che la realtà dei fatti ha già irrimediabilmente condannato. La risposta la conosceremo prima di un anno. Intanto attenzione agli usi estremi dell’intelligenza artificiale: si rischia di fare la fine della fantomatica cartina che ha fatto arrabbiare il Cilento.