Agropoli in festa per la Madonna delle Grazie: ecco perché si festeggia l’11 agosto

Scritto il 11/08/2026
da Luisa Monaco

Scopri le antiche origini della festa della Madonna delle Grazie ad Agropoli tra incursioni dei corsari, il miracolo del pozzo e la fine della peste del 1656.

La comunità di Agropoli si stringe oggi, 11 agosto, attorno alle celebrazioni per la Madonna delle Grazie, una delle ricorrenze religiose più sentite e ricche di storia di tutto il Cilento. Comprendere le origini di questo culto significa fare un viaggio indietro nel tempo, tra tragici eventi storici, tradizioni contadine e una profonda fede popolare che ha attraversato i secoli. Ecco come una piccola costruzione rurale e un pozzo d’acqua sorgiva sono diventati il simbolo della protezione mariana sulla città.

Le origini della devozione e l’antico Orto del Pozzo

La storia del culto affonda le sue radici nella zona che un tempo era conosciuta come “Orto del Pozzo”, un appezzamento di terreno situato al di fuori del borgo antico e appartenente alla nobile famiglia Del Mercato di Laureana Cilento. In questo luogo sorgeva un semplice fabbricato rurale adibito a deposito per attrezzi e prodotti agricoli, affiancato da un imponente olmo e da una cisterna di acqua fresca utilizzata per l’irrigazione.

Proprio da questa fonte naturale nacque il primo nome con cui i fedeli iniziarono a venerare la Vergine: Santa Maria del Pozzo. Con il passare dei decenni, il sito avrebbe trasformato radicalmente la sua struttura, fino a diventare l’odierna chiesa parrocchiale, sebbene negli anni Cinquanta del Novecento il grande olmo venne abbattuto e l’antico pozzo fu interrato per far spazio al nuovo edificio sacro.

L’attacco corsaro del 1540 e l’apparizione della Vergine

Il momento di svolta per la devozione agropolese risale al XVI secolo. Nel 1540, il temibile corsaro Khair Ed Din, noto come il Barbarossa, sferrò un violento attacco contro la rupe di Agropoli, portando morte, devastazione e prendendo ben 500 prigionieri. Durante la fuga precipitosa dal borgo, un gruppo di cittadini cercò riparo all’interno del casolare dell’Orto del Pozzo.

Mentre gli scampati cercavano di farsi forza a vicenda, accadde l’inaspettato. Una donna vestita di bianco apparve sull’uscio del deposito, rivolgendo ai presenti parole di speranza e protezione: “Non abbiate paura di riprendere il cammino, la mia mano vi proteggerà, ma fate presto, perché il nemico è vicino”. Seguendo l’avvertimento della misteriosa figura, i fuggitivi ripresero la corsa verso le colline circostanti, riuscendo a mettersi in salvo pochi istanti prima dell’arrivo dei pirati.

La conferma del prodigio avvenne diverso tempo dopo, quando la minaccia fu sventata. Un contadino della zona, avvicinatosi al pozzo tra le rovine del casolare bruciato, vide il volto della donna riflettersi chiaramente nell’acqua. Il racconto del testimone permise alla popolazione di identificare quella figura con la Vergine Maria, spingendo gli abitanti a erigere una prima cappella votiva proprio sulle ceneri del fabbricato.

La peste del 1656 e il miracolo dell’11 agosto

Se il culto nacque nel Cinquecento, fu nel secolo successivo che la data dell’11 agosto divenne memorabile per l’intera comunità. Nel 1656 una terribile epidemia di peste flagellò il Cilento, cancellando interi centri abitati e causando ad Agropoli la morte di ben 62 famiglie.

I cittadini superstiti si radunarono quotidianamente in preghiera per invocare la fine del contagio. La risposta alle suppliche arrivò precisamente l’11 agosto 1656, giorno in cui le cronache del tempo registrarono l’ultimo caso ufficiale di peste in città. Per ringraziare la Madre Celeste di aver fermato l’epidemia, la popolazione decise di istituire una festa annuale in quella data specifica, cambiando definitivamente la denominazione della protettrice in Madonna delle Grazie, un titolo che ancora oggi richiama la gratitudine di un popolo verso la sua protettrice.