Quattrocentosette milioni di euro per la messa in sicurezza e la riqualificazione ambientale del bacino del fiume Sarno. Un investimento imponente, che la Regione Campania presenta come una scelta strategica per la sicurezza del territorio e per il recupero ambientale di un sistema fluviale fortemente compromesso. La gara, secondo quanto riportato dalla stampa, riguarda un programma strategico di riqualificazione ambientale e contrasto al rischio idraulico del bacino del Sarno.
Un investimento che non può che essere accolto positivamente. Ma proprio da questa scelta nasce una domanda politica che riguarda direttamente Battipaglia e il suo territorio: perché una simile attenzione e una programmazione finanziaria così importante non vengono rivolte anche al sistema Vallemonio-Tusciano?
La posizione di Progetto Civico Italia e il caso Battipaglia
A porre la questione è Elio Vicinanza, consigliere comunale e rappresentante di Progetto Civico Italia, che chiede alla Regione Campania di affrontare con la stessa determinazione il problema degli scarichi e della qualità delle acque che interessano il territorio battipagliese.
«Non contestiamo i 407 milioni destinati al Sarno – sottolinea Vicinanza – anzi, riteniamo giusto investire nella sicurezza idraulica e nella tutela ambientale. Ma proprio per questo chiediamo alla Regione: quando arriverà il momento di affrontare con la stessa concretezza il sistema Vallemonio-Tusciano?»
La questione non è soltanto idraulica. È soprattutto ambientale e sanitaria, e riguarda direttamente il mare di Battipaglia.
Dati ARPAC e percorso dei reflui: le criticità del Vallemonio
Il Vallemonio è un affluente del fiume Tusciano e attraversa anche il territorio di Bellizzi; il sistema idrografico del Vallemonio confluisce quindi nel bacino del Tusciano. Documenti territoriali confermano che Vallemonio e Lama sono affluenti del Tusciano.
Ma c’è un elemento ancora più significativo. La documentazione relativa alle criticità ambientali del territorio, riportata sulla base dei dati ARPAC, individua reflui urbani privi di trattamento depurativo immessi nel torrente Vallemonio e nel fiume Tusciano. Per Battipaglia viene indicato, tra gli altri, un recapito di reflui nel Vallemonio in via Belvedere.
E il percorso è facilmente comprensibile: abitazioni; rete fognaria; scarichi; Vallemonio; Tusciano; mare. Il problema, dunque, non può essere affrontato soltanto quando l’acqua arriva sulla costa.
«Se vogliamo davvero difendere il mare di Battipaglia – continua Vicinanza – dobbiamo intervenire prima che il problema arrivi al mare. Non possiamo limitarci a discutere ogni estate della qualità delle acque, dei divieti di balneazione o delle conseguenze sull’immagine del nostro litorale. Dobbiamo intervenire sulle cause e sugli scarichi che alimentano il sistema idrico.»
E non si tratta di una problematica emersa oggi. Le criticità relative agli scarichi nel Vallemonio sono state oggetto di segnalazioni e accertamenti già negli anni passati, a dimostrazione del fatto che siamo davanti a una questione strutturale che attende ancora una soluzione definitiva.
La domanda alla Regione Campania: risorse e parità di trattamento
Da qui la richiesta politica di Progetto Civico Italia.
«Chiediamo alla Regione Campania di chiarire quali risorse siano state previste per il bacino del Tusciano e, nello specifico, per il sistema Vallemonio, e se esista un progetto organico per eliminare definitivamente gli scarichi non depurati.»
Non si tratta, precisa Vicinanza, di chiedere un trattamento privileged per Battipaglia. Si tratta di applicare lo stesso principio. Se la Regione ha individuato 407 milioni di euro per intervenire su un bacino fluviale attraverso sicurezza idraulica e riqualificazione ambientale, allora è legittimo chiedere che anche altri territori con problematiche documentate possano accedere a una programmazione seria, strutturale e finanziata.
«Non chiediamo corsie preferenziali. Chiediamo pari dignità. La tutela dell’ambiente non può dipendere dalla notorietà di un fiume o dalla sua esposizione mediatica. Non possono esistere fiumi di serie A e fiumi di serie B.»
Un piano straordinario: non un’emergenza estiva, ma una programmazione strutturale
La proposta è quindi quella di costruire un piano straordinario per il sistema Vallemonio-Tusciano, che parta dal censimento puntuale degli scarichi e arrivi alla loro definitiva eliminazione. Un programma che comprenda:
- Mappatura e controllo di tutti gli scarichi;
- Completamento e adeguamento della rete fognaria;
- Eliminazione degli scarichi non depurati;
- Potenziamento e adeguamento della depurazione;
- Monitoraggio costante delle acque del Vallemonio e del Tusciano;
- Controlli sulla qualità delle acque prima che raggiungano la costa;
- Risorse regionali dedicate e un cronoprogramma pubblico degli interventi.
Perché il punto politico è uno solo: «Il mare non può essere il luogo in cui arrivano i problemi che non abbiamo avuto il coraggio di risolvere a monte».
«Battipaglia ha diritto a sapere quali sono le cause che incidono sulla qualità del proprio mare e soprattutto cosa intendano fare Regione, enti competenti e amministrazioni locali per eliminarle. Non possiamo continuare a rincorrere il problema ogni estate. Serve una strategia pluriennale, servono finanziamenti e soprattutto serve la volontà politica di risolvere definitivamente la questione.»
E allora la domanda resta tutta sul tavolo della Regione Campania: se per il Sarno si investono 407 milioni di euro per sicurezza e riqualificazione ambientale, quanto vale invece il futuro del Vallemonio, del Tusciano e del mare di Battipaglia?
«Il nostro mare non ha bisogno di promesse stagionali. Ha bisogno di interventi a monte, risorse certe e responsabilità precise. E su questo – conclude Vicinanza – chiediamo alla Regione di uscire dalla logica dell’emergenza e di aprire finalmente una stagione di programmazione e investimenti anche per il nostro territorio».

