Finti carabinieri truffano una 90enne: arrestati due uomini di Eboli a Piombino

Scritto il 12/08/2026
da Antonio Elia

Due uomini di Eboli arrestati a Piombino per truffa aggravata: si fingono carabinieri e rubano l'oro a un'anziana. Recuperato il bottino di 350 grammi

Due ebolitani in trasferta a Piombino si fingono carabinieri e portano via l’oro a una pensionata. Sono entrambi originari di Eboli, di 47 e 41 anni, gli uomini arrestati a Piombino, in provincia di Livorno, con l’accusa di truffa ai danni di una novantenne. I due indagati sono difesi dagli avvocati Gerardo Lamanna ed Antonio Boffa.

Il falso controllo dei gioielli e il raggiro all’anziana

I due avrebbero messo in atto un raggiro ormai tristemente noto: fingendosi carabinieri, si sarebbero presentati a casa dell’anziana con la scusa di dover verificare alcuni oggetti d’oro in suo possesso. I presunti truffatori avrebbero raccontato alla donna che quei gioielli potevano essere il provento di una rapina avvenuta in zona e che era necessario controllarli per stabilirne l’origine. Convinta dalle loro parole, l’anziana ha consegnato l’oro. Il bottino, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, ammontava a circa 350 grammi di oggetti preziosi. Una volta presi i gioielli, i due hanno lasciato l’abitazione portando con sé la refurtiva.

L’indagine dei carabinieri e l’inseguimento dell’auto sospetta

L’arresto è avvenuto all’inizio di agosto, al termine di un’indagine condotta dai carabinieri della Compagnia di Piombino. Gli investigatori avevano seguito una Peugeot 2008 grigia, già segnalata per altri episodi analoghi avvenuti nella zona. Grazie anche alle immagini raccolte tramite il sistema di videosorveglianza e alla collaborazione della polizia municipale, i militari sono riusciti a identificare la vettura sospetta.

Il tentativo di disfarsi della refurtiva e la convalida dell’arresto

Mentre i due uomini viaggiavano a bordo dell’auto, uno di loro ha lanciato una pochette marrone dal finestrino. All’interno del contenitore i carabinieri hanno rinvenuto l’oro appena sottratto. Contattata dagli investigatori, la vittima ha riconosciuto i preziosi, confermando che si trattava della propria refurtiva. Secondo quanto riportato dagli inquirenti, nella stessa zona erano stati segnalati cinque tentativi di truffa con modalità del tutto simili. A seguito dell’interrogatorio di garanzia, il giudice del Tribunale di Livorno ha convalidato la misura dell’arresto per i due indagati.