Nel Puc di Santa Marina, compaiono Felitto e Aquara: chiesti chiarimenti pubblici

Scritto il 13/08/2026
da Ernesto Rocco

Segnalate incongruenze nella Vas del Puc di Santa Marina. L'iniziativa "Prima i numeri" chiede verifiche tecniche sui dati e un confronto pubblico

Trasparenza amministrativa e correttezza dei dati tecnici sono i pilastri su cui si gioca il futuro urbanistico di un territorio. Comprendere cosa sta accadendo attorno al Piano Urbanistico Comunale (PUC) di Santa Marina è fondamentale per tutti i cittadini, poiché le scelte di oggi trasformeranno in modo irreversibile il paesaggio, l’edilizia e i servizi di domani.

Nelle carte della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) allegate al nuovo strumento urbanistico del Comune di Santa Marina sono compresi riferimenti territoriali estranei alla zona, tra cui il territorio comunale di Aquara, il Comune di Felitto e la Riserva fluviale del Calore. Il dato emerge dalla quarta di quattro osservazioni tecniche e autonome protocollate lo scorso 3 agosto nell’ambito dell’iniziativa civica “Prima i numeri”.

L’ipotesi avanzata non sostiene la nullità automatica del Piano né che la documentazione sia integralmente copiata. La questione sollevata punta a fare chiarezza sulla reale portata di questi errori: si tratta di semplici refusi redazionali o tali riferimenti hanno condizionato mappe, dati, indicatori e giudizi di compatibilità ambientale?

Le incongruenze riscontrate nella documentazione ambientale

Nel dettaglio, il Rapporto ambientale (R.06, p. 10) cita il “territorio comunale di Aquara” all’interno del capitolo sulla pianificazione sovraordinata. La Sintesi non tecnica (R.06.all.2, p. 5) apre l’inquadramento generale affermando che “Il Comune di Felitto” dista circa 60 km ma si affaccerebbe sul Golfo di Policastro.

Il punto ritenuto più delicato riguarda la valutazione di sintesi: la matrice presente a pagina 61 del Rapporto ambientale (e a pagina 47 della Sintesi) assegna un giudizio positivo alla tutela della “Riserva fluviale del Calore”, mentre l’articolo 74 delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del PUC disciplina correttamente la Riserva del Fiume Bussento. Gli stessi elaborati contengono anche richiami corretti al Bussento.

“Non basta sostituire la parola Calore con Bussento. Occorre verificare se siano corretti anche il perimetro, i dati, gli indicatori e il giudizio positivo collegato. Se la verifica conferma che si tratta soltanto di refusi, va documentato; se cambia la valutazione, vanno aggiornati gli atti.”

Indicatori non calcolati e le alternative sullo sviluppo

L’analisi svolta dall’iniziativa civica evidenzia come diverse voci nelle matrici ambientali risultino contrassegnate dalla dicitura N.C. (non calcolato) o prive di quantificazione. Tra i dati mancanti rientrano le superfici edificate in aree a rischio frana, l’estensione delle fasce fluviali, i versanti instabili, le aree boschive, quelle agricolo-forestali e i suoli tutelati.

Viene sollecitata una comparazione formale tra opzioni di sviluppo differenti, tra cui:

  • L’alternativa zero (assenza di interventi edilizi);
  • Il recupero e riuso del patrimonio edilizio esistente;
  • Gli scenari caratterizzati da un minore consumo di suolo.

Parallelamente, viene proposta l’adozione di un piano di monitoraggio strutturato con valori di partenza, soggetti responsabili, scadenze periodiche e azioni correttive.

Il quadro generale: alloggi privati, edilizia sociale e turismo

La contestazione sulla VAS si inserisce in un pacchetto di quattro osservazioni distinte. Le previsioni complessive del PUC sul territorio di Santa Marina contemplano:

  • 54 nuovi alloggi privati distribuiti in 12 ambiti (AT/rcu);
  • 36 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) suddivisi su 4 ambiti (per un’estensione complessiva di 16.668 m²);
  • 21 ambiti a destinazione turistico-ricettiva (115.681 m² di superficie usata per gli indici e 32.340 m² di Superficie Utile Lorda).

I promotori dell’iniziativa precisano di non voler bloccare l’attività edilizia o il turismo, ma chiedono di aggiornare il censimento degli immobili vuoti o inutilizzati (partendo dai dati Istat che ne registravano 1.097 nel 2011) e di parametrare i nuovi volumi alla reale capacità di carico delle infrastrutture idriche, fognarie e viarie.

Le richieste inviate alla gestione commissariale

Allo scopo di chiarire il quadro istruttorio prima dell’approvazione definitiva del Piano, sono state avanzate istanze specifiche all’Amministrazione commissariale:

  • Verificare e coordinare i riferimenti territoriali discordanti, rettificando dati e pareri correlati;
  • Esplicitare le motivazioni di ogni correzione, evidenziando se la valutazione complessiva rimanga inalterata o richieda adeguamenti;
  • Integrare la documentazione con gli indicatori mancanti, le alternative progettuali e il programma di monitoraggio;
  • Rendere pubblici gli atti istruttori e formulare controdeduzioni dettagliate per ciascuna osservazione;
  • Convocare un confronto pubblico di livello tecnico con progettisti, uffici competenti e cittadini, da verbalizzare integralmente.