Un aumento significativo delle risorse umane e strutturali a cui corrisponde un calo drastico degli interventi chirurgici e del valore economico prodotto. È l’ampia discrepanza che emerge dall’ultimo report redatto dal Centro Studi del Dipartimento Nazionale Salute dell’Udc, focalizzato sull’andamento del reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona” di Salerno. Il documento mette a confronto la gestione del 2017 con i dati del 2024 e le stime per il 2025, delineando uno scenario di forte contrazione delle prestazioni a fronte di investimenti rilevanti.
La forbice tra risorse impiegate e prestazioni erogate
Mettendo a confronto i dati attuali con quelli del 2017, anno precedente alla divisione della struttura, il report evidenzia una crescita costante dei fattori produttivi. L’organico complessivo è passato da 90 a 143 unità, segnando un incremento del 58,8%. Nello stesso arco temporale, i posti letto di degenza sono saliti da 20 a 30, le unità di terapia intensiva da 8 a 10 e le sale operatorie a disposizione sono diventate 3, inclusa una sala ibrida.
A questa espansione di personale e strumentazione non è però corrisposto un incremento dei volumi di attività. Gli interventi chirurgici annuali sono scesi dai 586 registrati nel 2017 ai 414 del 2024, con una proiezione per il 2025 che stimerebbe 352 casi complessivi. In parallelo, il valore economico della produzione si è ridotto da oltre 11 milioni di euro a circa 8,2 milioni nel 2024. La stabilità del raggruppamento omogeneo di diagnosi medio, passato da 18.000 a 17.107 euro, indica che non vi è stato un aumento della complessità clinica dei casi trattati che possa giustificare la riduzione numerica delle operazioni.
Le posizioni dell’Udc e la richiesta di verifiche
Sulla situazione del reparto è intervenuto Roberto Lambiase, commissario provinciale dell’Udc di Salerno, contestando l’incongruenza tra investimenti ed erogazione dei servizi: «Ci troviamo di fronte a un paradosso gestionale intollerabile per i cittadini della nostra provincia. La struttura di Cardiochirurgia del “Ruggi” avrebbe attualmente tutte le carte in regola, per dotazione di personale e di apparecchiature, per eseguire tra gli 800 e i 1.000 interventi all’anno, soddisfacendo l’intero fabbisogno del nostro territorio. Invece assistiamo a una contrazione dell’attività di quasi il 30% rispetto al passato, pur in presenza di costi di gestione enormemente lievitati. È indispensabile che la direzione aziendale spieghi dove si concentrano i colli di bottiglia e perché un potenziale di eccellenza rimanga così gravemente inespresso».
Ulteriori rilievi di carattere metodologico sono stati espressi da Mario Polichetti, responsabile del Dipartimento Nazionale Salute del partito: «L’analisi del nostro Centro Studi evidenzia criticità metodologiche e organizzative che non possono essere ignorate. Va considerato che nei 414 interventi del 2024 sono computate anche le procedure Tavi, storicamente ed egregiamente svolte dalla struttura di Emodinamica. Scorporando tali procedure, il dato relativo alla cardiochirurgia tradizionale risulta ancora più fallimentare. Sollecitiamo un audit immediato da parte della Regione Campania e dell’Azienda “Ruggi” per verificare l’organizzazione delle sedute operatorie, la rotazione del personale e la gestione delle liste d’attesa. La salute dei salernitani non può essere ostaggio dell’inefficienza».
A seguito delle evidenze emersi dallo studio, l’Udc ha annunciato l’intenzione di trasmettere il documento alle autorità competenti e di richiedere un confronto con la direzione dell’Azienda ospedaliera per chiarire i fattori alla base dell’andamento gestionale del reparto.

