L’occupazione abusiva degli arenili pubblici torna al centro del dibattito lungo il litorale salernitano, riaccendendo le polemiche sulla fruibilità delle spiagge libere durante la stagione estiva. L’ultimo episodio viene segnalato tra Mezzatorre di San Mauro Cilento e la frazione di Acciaroli del comune di Pollica, dove le prime file del bagnasciuga risultano spesso inaccessibili già dalle prime ore del mattino a causa del posizionamento sistematico di attrezzature da spiaggia lasciate incustodite o installate in anticipo.
L’episodio e la protesta dei bagnanti
La segnalazione arriva da vacanzieri che stanno trascorrendo qualche giorno di relax nel centro cilentano: “Alle 07:45 del mattino, lungo il tratto di spiaggia libera adiacente allo stabilimento “La Rosa dei Venti”, l’accesso al mare risulterebbe di fatto precluso alle famiglie giunte sull’arenile nelle prime ore della giornata”.
A fronte di meno di 15 persone effettivamente presenti, l’area sarebbe già satura: “circa 90 ombrelloni risultavano aperti e posizionati per occupare i posti migliori”. Una situazione che riguarderebbe più punti del litorale.
Il nodo dei controlli e le polemiche amministrative
Il fenomeno del cosiddetto “segnaposto” sulla sabbia rappresenta una violazione delle normative che disciplinano l’uso del demanio marittimo. Le ordinanze balneari comunali e le disposizioni della Guardia Costiera vietano rigorosamente di lasciare ombrelloni, lettini o sedie oltre l’orario consentito o prima dell’arrivo degli utenti, proprio per garantire il rispetto della destinazione pubblica del bene.
L’episodio fa discutere e alcuni residenti e turisti mettono in discussione l’efficacia degli interventi di contrasto all’abusivismo marittimo sul territorio, in particolare di Pollica, puntando il dito anche contro l’amministrazione comunale: “perché il sindaco non risolve i problemi? Eppure per altre questioni lo vediamo sempre pronto a comparire davanti alle telecamere”, è l’interrogativo non privo di polemiche di un cittadino.

