Un finanziamento da 13,7 milioni di euro destinato a 123 istituti scolastici del Salernitano per consolidare la lotta contro la dispersione scolastica e potenziare l’offerta formativa. La nuova misura, denominata Agenda Sud 2, rappresenta la seconda tranche stabilita dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e si inserisce in un quadro territoriale che registra progressi significativi: l’abbandono precoce degli studi nella provincia di Salerno è sceso alla fascia del 7-8%, posizionandosi al di sotto della media nazionale del 7,3% e anticipando altre realtà campane come Napoli e Caserta, dove il dato oscilla tra il 9% e il 10%.
La ripartizione dei fondi tra capoluogo e provincia
L’investimento complessivo per la Campania ammonta a 69,18 milioni di euro, di cui quasi un quinto è destinato al territorio salernitano, rendendolo il secondo ambito provinciale più finanziato della regione dopo il Napoletano. La distribuzione delle risorse è stata strutturata sulla base dei contesti socio-educativi e delle esigenze specifiche delle singole comunità scolastiche.
La prima fascia d’intervento prevede l’assegnazione di 130mila euro ciascuno a 23 istituti, per un ammontare di 3,45 milioni di euro. La restante quota, pari a oltre 10 milioni di euro, viene ripartita tra altri 100 istituti del primo ciclo, con importi singoli variabili da 42mila a 122mila euro.
Tra i plessi scolastici interessati figurano diverse realtà del capoluogo salernitano — tra cui gli istituti Ogliara, Alfano-Quasimodo, Giovanni Paolo II, Vicinanza, Rita Levi-Montalcini, Tasso, Medaglie d’Oro, Barra-Mari, Monterisi-Don Milani e Calcedonia-San Tommaso — oltre a numerose scuole distribuite nei comuni dell’agro nocerino-sarnese, della valle dell’Irno, della piana del Sele, del Cilento, del Vallo di Diano e degli Alburni (Il finanziamento più robusto raggiunge anche il Rossi Vairo e il Vico-De Vivo di Agropoli, l’Ancel Keys di Castelnuovo Cilento, il Parmenide di Roccadaspide, il Cenni-Marconi di Vallo della Lucania, il Leonardo da Vinci di Sapri, l’omnicomprensivo di Torre Orsaia, quello di Polla, il Pascoli di Colliano e il San Domenico Savio di Sicignano degli Alburni).
Altri 10 milioni e 320mila euro saranno distribuiti tra cento scuole del primo ciclo, con contributi da 42mila a 122mila euro. Nel Capoluogo sono finanziati l’Ogliara, l’Alfano-Quasimodo, il Giovanni Paolo II, il Vicinanza, il Rita Levi-Montalcini, il Tasso, il Medaglie d’Oro, il Barra-Mari, il Monterisi-Don Milani e il Calcedonia-San Tommaso. La rete comprende poi istituti di Cava de’ Tirreni, Scafati, Sarno, Pagani, Pontecagnano Faiano, Baronissi, Fisciano, Mercato San Severino, Campagna, Eboli, Battipaglia, Capaccio Paestum, Agropoli, Camerota, Sapri, Padula, Teggiano e Sala Consilina.
Obiettivi didattici e continuità con gli interventi del 2025
I fondi stanziati sono finalizzati al prolungamento dell’orario scolastico oltre il termine delle lezioni tradizionali, all’attivazione di laboratori orientati al potenziamento delle competenze di base (con particolare attenzione a Italiano e Matematica) e alla predisposizione di percorsi personalizzati per gli studenti maggiormente a rischio di abbandono. Il piano dà continuità agli interventi già avviati nel 2025, integrando le rilevazioni degli indicatori Invalsi 2026 per intercettare i contesti urbani e periferici a maggiore vulnerabilità.
La strategia ministeriale punta a trasformare l’istituzione scolastica in un presidio territoriale attivo, fornendo strumenti concreti per accompagnare i percorsi di apprendimento nelle aree interne come nelle periferie urbane. La valutazione dell’efficacia delle risorse erogate si baserà sul consolidamento dei tassi di frequenza e sui livelli di apprendimento raggiunti dagli studenti coinvolti nei progetti.

