Un’operazione di vasta portata contro i raggiri ai danni della popolazione anziana ha interessato anche la provincia di Salerno. Nell’operazione eseguita ieri, 19 agosto, dalle forze dell’ordine, registrato un intervento effettuato nel cuore del Cilento, ad Ascea, dove uno degli indagati è stato rintracciato mentre si trovava in vacanza.
Truffe agli anziani, l’operazione dei carabinieri
Il blitz, che ha visto il coinvolgimento diretto dell’Arma dei Carabinieri e il coordinamento delle autorità investigative di Napoli e Treviso, ha toccato anche le province di Napoli, Caserta e Isernia. Il blitz ha portato all’emissione di ordinanze di custodia cautelare in carcere per tre soggetti considerati i vertici dell’organizzazione, all’obbligo di dimora per altri tre complici e alla denuncia a piede libero per 10 persone.
L’indagine, denominata “Fumo del Vesuvio 2”, rappresenta la naturale prosecuzione dell’operazione che a marzo 2025 aveva già portato all’arresto di 10 persone e alla denuncia di altre 29. L’inchiesta è partita dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Trieste a seguito di un tentativo di truffa sventato ad Aurisina e di un colpo consumato a Muggia all’inizio del 2025.
Le indagini hanno permesso di svelare una complessa rete criminale di tipo piramidale radicata nel centro storico e nell’area orientale di Napoli. Al vertice della struttura figurava un 30enne originario di Casalnuovo di Napoli ma residente nel quartiere Barra. L’organizzazione operava con ruoli ben definiti:
- Promotori e vertici: gestivano la logistica, il reclutamento e il noleggio di veicoli e SIM fittizie.
- Telefonisti: operavano da centrali stabili nel Napoletano, spacciandosi per Carabinieri o avvocati per terrorizzare le vittime con notizie di finti incidenti ai danni dei familiari.
- Trasfertisti ed esattori: si muovevano su tutto il territorio nazionale per riscuotere il denaro o i gioielli presi dalle abitazioni delle vittime.
Complessivamente, tra le misure odierne e i precedenti interventi, il bilancio dell’operazione conta 8 arresti, 19 denunce, 18 truffe scoperte in diverse regioni italiane (tra cui Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Marche e Campania) e il recupero di refurtiva per un valore di circa 50.000 euro.

