Borgo Cavallo, situato a Roccadaspide a ridosso dell’area montana, è un antico centro storico legato a ricordi profondi. È noto per la triste vicenda dei tre pastorelli del posto, deceduti in seguito all’esplosione di un residuo bellico, e per il suo lunghissimo viale alberato, in cui ogni pianta è dedicata a persone scomparse o che si sono distinte nel tempo. Nella giornata di ieri, il borgo ha riaperto le porte agli emigranti tornati a casa dopo diversi anni di assenza.
I premiati: i volti e i custodi della tradizione
Durante la manifestazione sono stati consegnati attestati di lode e riconoscimento agli abitanti più anziani e a chi ha dato prestigio alla comunità:
- Sinforosa Cavallo (classe 1934): con i suoi 92 anni, vissuti sempre nella piccola area rurale, è la donna più anziana del borgo.
- Antonia Cavallo (classe 1943): tra le residenti più longeve, premiata come operosa custode delle tradizioni locali.
- Vincenzo Cavallo: storico calzolaio e presidio di umanità e ascolto, la cui bottega ha rappresentato un simbolo di resistenza artigiana e vita vissuta.
- Vito Cavallo: Maresciallo dei Carabinieri nato al borgo, riconosciuto per la sua dedizione al dovere e alla giustizia.
L’importanza dei piccoli borghi e gli organizzatori
L’evento ha rappresentato un momento fondamentale per riunire i cittadini emigrati e mantenere vive le tradizioni del mondo rurale. In queste piccole realtà, dove resistono ancora diverse famiglie, gli anziani rappresentano i veri custodi dei valori e dello stile di vita di un tempo. L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione “Borgo Cavallo“, presieduta dal Commendatore Gennaro Cavallo, con il patrocinio e la partecipazione dell’Amministrazione Comunale di Roccadaspide.

