Cilento, diciassettenne denuncia violenza in resort: indagato animatore

Scritto il 22/08/2026
da Ernesto Rocco

Una diciassettenne in vacanza nel Cilento ha denunciato un animatore di 22 anni per violenza sessuale. Indagano i carabinieri. Attivato il Codice Rosa

I carabinieri stanno svolgendo le indagini per chiarire i contorni di una presunta violenza sessuale avvenuta ai danni di una ragazza di 17 anni, originaria di Napoli, in vacanza con il padre in una struttura ricettiva della costa cilentana. La giovane ha formalizzato una denuncia-querela nei confronti di un animatore di 22 anni, dipendente del complesso turistico. I fatti risalirebbero a una serata trascorsa nell’impianto ricreativo e si sarebbero protratti fino alle prime ore del mattino successivo.

La ricostruzione della serata e la denuncia

In base a quanto verbalizzato presso la stazione dell’Arma, la minore si trovava nei pressi della piscina dell’alloggio in compagnia di altri giovani, momento in cui si sarebbe verificata la somministrazione di bevande alcoliche. Dopo l’allontanamento del gruppo, la ragazza è rimasta con il ventiduenne. Quest’ultimo, secondo la testimonianza depositata, avrebbe manifestato attenzioni nei confronti della diciassettenne, la quale gli avrebbe ribadito di essere già legata sentimentalmente e di non desiderare alcun contatto sentimentale o fisico.

Successivamente, a causa di uno stato di alterazione psicofisica crescente, la giovane avrebbe manifestato il bisogno di riposare, venendo condotta all’interno dell’alloggio in uso al giovane lavoratore. È in questo ambiente che si sarebbe consumata l’aggressione. Nella ricostruzione resa agli inquirenti, la ragazza segnala un rapporto non protetto avvenuto «senza il suo consenso», descrivendo una percezione dei fatti caratterizzata da ricordi definiti e vuoti temporali causati dalle condizioni fisiche in cui versava.

L’attivazione del Codice Rosa e l’avvio delle indagini

Il rientro della ragazza presso la propria stanza è avvenuto intorno alle 9:00 del mattino successivo. Dopo una prima fase di riservatezza dettata dallo stato di shock, la giovane ha contattato telefonicamente il proprio partner, che l’ha esortata a informare immediatamente il genitore. Accompagnata dal padre, la minore si è recata presso un presidio ospedaliero della zona, dove il personale sanitario ha avviato il Codice Rosa, il percorso assistenziale e diagnostico riservato alle vittime di violenza.

A seguito degli accertamenti clinici, la diciassettenne, affiancata da una psicologa e dal padre, si è presentata davanti ai carabinieri per rendere testimonianza ed esporre formale querela. Gli atti dell’indagine sono al vaglio della competente autorità giudiziaria, che dovrà coordinare le verifiche necessarie a riscontrare gli elementi forniti ed accertare eventuali responsabilità a carico del ventiduenne. Per tutelare la privacy e l’integrità della minore coinvolta, le generalità dei soggetti interessati e la precisa localizzazione della struttura restano riservate.