La Statale 18 continua a confermarsi una trappola mortale nel tratto che attraversa la Piana del Sele e fino alle porte del Cilento. Nella notte si è registrato l’ennesimo scontro tragico in cui ha perso la vita Fabio Barlotti, 33 anni, residente a Capaccio Paestum. Si tratta della seconda vittima dall’inizio del 2026, dopo il decesso avvenuto ad Eboli del 56enne Bartolomeo Ricciardi, originario di Battipaglia. Un bilancio che aggiorna una scia di sangue tristemente nota e che ripropone con urgenza il tema della sicurezza infrastrutturale nel territorio salernitano.
I tratti più pericolosi tra Battipaglia e Paestum
Il segmento stradale compreso tra i comuni di Battipaglia e Capaccio Paestum figura tra i più critici dell’intera arteria. La pericolosità è legata alla conformazione stessa della strada, che attraversa zone ad alta densità abitativa, affiancata da numerosi accessi commerciali, svincoli a raso e incroci a visibilità ridotta.
Il flusso di veicoli, unito all’alta velocità e a manovre di sorpasso azzardate, rende il tragitto estremamente rischioso. La situazione peggiora drasticamente durante i fine settimana e nel corso della stagione estiva, quando la SS18 diventa la via principale per raggiungere le località turistiche del Cilento, trasformandosi in un’arteria congestionata da volumi di traffico non assorbibili dalla sede stradale attuale.
I precedenti e la criticità della Cilentana
L’arteria, insieme alla Cilentana (la sua naturale prosecuzione verso sud), ha uno storico pesante in termini di incidentalità. Il punto massimo si toccò nel 2004, ricordato come l’anno nero della viabilità locale con oltre dieci vittime registrate lungo il percorso.
A distanza di anni, le dinamiche di rischio restano immutate: l’elevata frequenza di immissioni laterali, la presenza di trattori ed altri mezzi da lavoro e di un traffico spesso notevole, rendono la guida complessa e soggetta all’errore umano, spesso amplificato dalla freccia della velocità.
Lo stallo della Bretella Agropoli-Eboli e il nodo infrastrutturale
Di fronte a un’arteria non più idonea a sostenere i volumi di traffico commerciali e turistici, la comunità locale esige da tempo interventi strutturali. L’Aversana non rappresenta una via alternativa sufficiente a decongestionare il flusso diretto verso il Cilento.
Al centro del dibattito resta il progetto della Bretella di collegamento tra Agropoli ed Eboli, ideato dall’ex sindaco di Capaccio Paestum Franco Alfieri. Nonostante l’iter procedurale si trovasse in una fase avanzata, l’opera ha subito un blocco che ne ha fermato la realizzazione. In assenza di un’infrastruttura di scorrimento veloce in grado di drenare il traffico pesante e turistico, la SS18 rimane l’unico snodo obbligato, conservando intatti tutti i suoi fattori di rischio.

