Scuola e affettività: in Campania parte la sperimentazione sulle competenze non cognitive

Scritto il 24/08/2026
da Ernesto Rocco

La Campania avvia un progetto triennale del MIM sulle competenze non cognitive e trasversali per contrastare bullismo e disagio giovanile

La scuola campana punta sull’educazione affettiva e relazionale per prevenire la violenza giovanile e gestire le tensioni sociali prima che sfocino in episodi di cronaca. Attraverso un progetto sperimentale triennale promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’intero sistema educativo regionale introduce un percorso focalizzato sullo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali. L’iniziativa coinvolge ogni ordine di studio, dalle scuole dell’infanzia fino ai licei e agli istituti tecnici e professionali, oltre ai centri per l’istruzione degli adulti.

L’obiettivo principale è guidare le giovani generazioni nella gestione del disagio emotivo, fornendo strumenti pratici per affrontare i conflitti, gestire lo stress e sviluppare l’empatia. In un contesto regionale segnato da fenomeni d’aggressività precoce, bullismo e cyberbullismo, l’approccio didattico si sposta dalla semplice nozione teorica alla costruzione di capacita pratiche d’adattamento e di autocontrollo.

Un nuovo modello didattico basato su scenari reali

La sperimentazione trasforma la struttura classica della lezione. Gli studenti vengono posti direttamente di fronte a scenari realistici, nei quali sono chiamati a prendere decisioni, gestire pressioni emotive e risolvere problematiche di gruppo. Attraverso simulazioni, discussioni guidate e attività cooperative, le classi analizzano le conseguenze delle proprie azioni per trovare alternative concrete alle reazioni impulsive.

I laboratori prendono avvio a partire da episodi quotidiani, quali provocazioni in aula, dinamiche d’esclusione o pressioni esercitate sui social network dai coetanei. L’intervento educativo si propone di affiancare il ruolo delle famiglie, dei servizi sociali e delle forze dell’ordine, intervenendo sul piano della prevenzione primaria.

La mappa degli istituti coinvolti sul territorio

Il piano regionale comprende complessivamente 134 istituzioni scolastiche, selezionate secondo il decreto dell’Ufficio scolastico regionale guidato da Monica Matano. La distribuzione territoriale vede Napoli e la sua provincia fare da capofila con 68 scuole coinvolte. Segue la provincia di Caserta con 34 istituti, Salerno con 15, Benevento con 10 e Avellino con 7.

A Napoli tra i poli interessati figurano il Duca degli Abruzzi, il Casanova, il Francesco Saverio Nitti, il Galiani-Da Vinci, il Rossini e diversi istituti comprensivi. In provincia di Salerno la sperimentazione coinvolge da settembre il liceo Tasso e il liceo Da Procida nel capoluogo, il liceo De Filippis-Galdi di Cava de’ Tirreni, l’istituto Domenico Rea di Nocera Inferiore e il Besta-Gloriosi di Battipaglia.

Nella rete casertana si segnalano il liceo Fermi di Aversa, mentre nell’Avellinese la guida è affidata all’istituto Guido Dorso. Nel Beneventano partecipano tra gli altri il Lombardi, il Galilei-Vetrone, il Carafa-Giustiniani, il Palmieri-Rampone e il Bosco-Lucarelli.

Le parole del Ministro dell’Istruzione

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha sottolineato la centralità del percorso educativo avviato nella regione:

«L’educazione al rispetto e alle relazioni non è più un tema accessorio, ma un asse portante del sistema scolastico. È così che si costruisce prevenzione, intervenendo prima che il disagio si trasformi in violenza».

Il rappresentante del governo ha ribadito la necessità di inserire il rispetto reciproco all’interno della quotidianità scolastica. L’intervento formativo punta a far comprendere agli studenti che il controllo di sé e l’empatia costituiscono la vera forma di forza verso gli altri.