Dopo la sfiducia a Paolino a Capaccio Paestum si guarda al futuro e c’è chi “invoca” Franco Alfieri

Scritto il 25/08/2026
da Ernesto Rocco

Caduta l'amministrazione Paolino a Capaccio Paestum. Tra i sostenitori resta la timida speranza di un chiarimento giudiziario per Franco Alfieri

L’esperienza amministrativa di Gaetano Paolino alla guida del Comune di Capaccio Paestum si è chiusa anticipatamente. Le dimissioni contestuali rassegnate davanti al notaio da nove consiglieri comunali hanno sancito la caduta dell’esecutivo, aprendo le porte all’arrivo del commissario prefettizio e al ritorno alle urne. Un terremoto politico che ha immediatamente riacceso indiscrezioni e dibattiti sui possibili scenari futuri per la guida della città dei templi.

Benché ormai fuori dalla scena e lontano dalle dinamiche politiche a causa delle sue vicissitudini giudiziarie, con la chiusura dell’epoca Paolino c’è chi torna a fare il nome di Franco Alfieri. Alcuni sostenitori ed esponenti politici locali, ma soprattutto tanti cittadini hanno una timida speranza: l’auspicio che l’ex primo cittadino e già presidente della Provincia di Salerno possa superare i propri problemi entro la fine dell’anno affinché si creino le condizioni per una sua eventuale candidatura a Capaccio Paestum. Al momento, tuttavia, si tratta esclusivamente di una idea di cui non è possibile parlare in termini concreti, considerato che Alfieri è tuttora sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Torchiara.

Tra procedimenti giudiziari e attese strategiche

La posizione dell’ex sindaco resta subordinata al decorso delle vicende penali che lo vedono coinvolto nei procedimenti promossi dalla Procura di Salerno e dal Tribunale di Vallo della Lucania. Negli ambienti a lui vicini, ovvero quelli legati alla sua ex maggioranza, si guarda con attenzione all’evoluzione dei dibattimenti, sperando che l’iter processuale di primo grado a Vallo della Lucania e il filone salernitano possano definirsi positivamente nei prossimi mesi.

Soltanto nell’eventualità in cui il quadro accusatorio dovesse ridimensionarsi e le restrizioni cautelari venire meno, la prospettiva di un suo rientro in politica a Capaccio Paestum potrebbe trasformarsi in un’opzione reale. Alfieri, infatti, continua a contare su una base di consensi legata ai risultati conseguiti nel corso del suo mandato, contrassegnato da interventi infrastrutturali e opere pubbliche, pur al netto delle critiche sollevate dalle opposizioni sulla tenuta dei conti comunali. Anche a fronte di accuse pesanti in tanti in questi anni non hanno mai smesso di invocarlo nella città dei templi indicandolo come figura ideale per il rilancio del territorio alla luce di quanto già fatto in poco più di cinque anni. Tutto dipenderà dalle tempistiche e dalla sua volontà di tornare in campo nonostante tutto.

Gli equilibri a Capaccio e le ripercussioni su Agropoli

La fine della consiliatura Paolino è maturata dopo mesi di crescenti tensioni amministrative su temi centrali quali la trasformazione dell’Azienda Speciale Paistom, la gestione della stagione turistica e la pianificazione del Piano Urbanistico Comunale. Con lo scioglimento dell’assise, le forze politiche locali si preparano a riorganizzarsi per definire le nuove coalizioni che si sfideranno alle urne.

Il riassetto politico di Capaccio Paestum finisce inevitabilmente per riflettersi anche nella vicina Agropoli, chiamata anch’essa al voto a giugno. Nella cittadina agropolese si lavora a nuove soluzioni: se la riconferma del sindaco uscente Mutalipassi appare meno probabile, si strutturano le proposte dell’opposizione guidata da Raffaele Pesce con Massimo La Porta, affiancata da un possibile terzo polo guidato dall’ex sindaco Adamo Coppola, Emidio Cianciola ed Elvira Serra. Gli sviluppi dei prossimi mesi nel Comune dei templi saranno decisivi per delineare l’intero quadro politico del comprensorio cilentano.