La crisi politica a Capaccio Paestum segna un punto di svolta decisivo per il futuro amministrativo della comunità locale. Al centro del dibattito vi sono le scelte economiche e urbanistiche dell’amministrazione guidata dal Sindaco Paolino, terminate con una frammentazione della maggioranza e la conclusione anticipata dell’esperienza di governo. Sul quadro istituzionale è intervenuto il consigliere di opposizione Simona Corradino, tracciando un’analisi dettagliata delle motivazioni che hanno condotto alla fine del mandato e delineando le priorità per il rilancio del territorio.
Le ragioni dell’opposizione e le criticità gestionali
Il percorso dell’amministrazione comunale è stato caratterizzato, secondo le ricostruzioni dell’opposizione, da una continuità con la gestione precedente che ha impedito la messa in sicurezza finanziaria e strutturale dell’ente. Tra i passaggi più complessi figurano l’approvazione del rendiconto 2024, la riconferma del piano di riequilibrio e le problematiche legate alla macchina amministrativa.
Un punto di particolare inflessione ha riguardato la gestione del Piano Urbanistico Comunale (PUC), approvato e successivamente revocato nell’arco di pochi mesi. Un iter procedurale che ha generato incertezza sui tempi di sviluppo del territorio.
“La mia posizione nei confronti dell’amministrazione Paolino è sempre stata chiara e coerente: non era possibile sostenerne l’azione, poiché non ha messo in sicurezza l’ente, non ha corretto gli errori del recente passato e si è rivelata la diretta continuazione amministrativa della gestione precedente, senza una reale discontinuità”, ha dichiarato Simona Corradino. “L’ente si trova oggi in condizioni nettamente peggiori rispetto a un anno fa, con l’aggravante di aver lasciato irrisolti procedimenti complessi come il PUC, sottraendo alla comunità un tempo prezioso e non recuperabile.”
La crisi politica e lo strappo in consiglio comunale
Gli equilibri all’interno dell’assise cittadina si sono progressivamente incrinati a partire dalle dinamiche successive alla mancata sfiducia del 3 dicembre. La gestione dei rapporti di maggioranza, segnata da avvicendamenti e cambi di schieramento senza un previo dibattito pubblico, ha evidenziato una crescente instabilità politica.
La fase di stallo è culminata nell’assenza del Sindaco, della Giunta e dei consiglieri di maggioranza durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale, evento che ha reso impossibile la trattazione dei punti all’ordine del giorno.
“Disertare un’assise democraticamente convocata, con all’ordine del giorno materie di rilevanza pubblica, rappresenta un atto di grave irresponsabilità istituzionale nei confronti della comunità. È stato il segnale inequivocabile di una maggioranza che aveva ormai perduto non solo i numeri, ma anche il senso del proprio mandato”, ha rimarcato Corradino, evidenziando come “un autentico cambio di passo non può essere affidato a un semplice, formale e ambiguo avvicendamento tra consiglieri. Ogni riallineamento, per essere credibile e rispettoso del mandato democratico ricevuto dai cittadini, richiede un atto di responsabilità pubblica.”
In questo contesto, la scelta di concludere l’esperienza amministrativa si è configurata per l’opposizione come un passaggio obbligato per tutelare l’interesse collettivo: “In assenza di dignità politica da parte del sindaco e dei consiglieri comunali che lo sostenevano incapaci di riconoscere il fallimento della loro gestione, per evitare ulteriori danni alla comunità, non è rimasta altra scelta che porre fine a questa esperienza amministrativa: una decisione difficile, ma responsabile.”
Prospettive per il territorio e pacificazione politica
Il superamento della fase amministrativa uscente apre ora la strada al dibattito sulle modalità di governo future per Capaccio Paestum. Le priorità individuate riguardano la necessità di superare le contrapposizioni ideologiche per costruire un modello basato sulla partecipazione trasparente e sul dialogo tra le diverse componenti civiche e politiche.
La valorizzazione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico rappresenta la risorsa principale su cui impostare la programmazione economica e sociale dei prossimi anni.
“Capaccio Paestum merita una nuova stagione: non una semplice alternanza, ma un vero cambiamento di metodo e di cultura amministrativa”, ha concluso Simona Corradino. “Serve una gestione plurale e democratica, fondata sul dialogo e sul confronto aperto tra tutte le componenti politiche e civiche della comunità, senza accuse reciproche né steccati ideologici. È in questo spirito che Capaccio Paestum potrà raggiungere obiettivi ambiziosi, migliorando concretamente la qualità della vita di tutti i cittadini in modo equo, inclusivo e duraturo. Ce la possiamo fare.”

