Truffe case vacanza nel Cilento: finti annunci e raggiri a Centola

Scritto il 25/08/2026
da Ernesto Rocco

Crescono le truffe sulle case vacanza nel Cilento: finti annunci a prezzi stracciati a Centola e Camerota. Consigli e verifiche per evitare i raggiri

Durante l’estate si intensifica il fenomeno delle truffe legate all’affitto delle case vacanza nel Cilento. Il meccanismo del raggiro si ripete con modalità simili: appartamenti pubblicizzati a prezzi stracciati sui social network e sui portali di annunci, foto realistiche e descrizioni dettagliate per attirare turisti in cerca di un’occasione conveniente. Nella maggior parte dei casi, i potenziali ospiti versano una caparra caparra confirmatoria tramite ricariche di carte prepagate o bonifici non tracciabili, per poi scoprire solo al momento dell’arrivo sul posto che l’immobile è inesistente o che i legittimi proprietari non erano minimamente a conoscenza dell’inserzione.

Il caso di Centola e le segnalazioni nel Cilento

L’ultimo episodio in ordine di tempo è stato registrato a Centola, dove una struttura ricettiva è apparsa online con un’offerta di soli 200 euro per la locazione in piena alta stagione. Un prezzo decisamente fuori mercato che ha insospettito diversi utenti prima che la truffa venisse smascherata. Situazioni analoghe si sono verificate di recente anche a Camerota: in quella circostanza un gruppo di giovani turisti, arrivato a destinazione senza trovare l’alloggio prenotato, ha evitato di trascorrere la notte all’aperto unicamente grazie alla solidarietà dei residenti locali, che si sono attivati per reperire una sistemazione alternativa in extremis.

Come riconoscere i raggiri e tutelarsi prima di prenotare

Per evitare di cadere nella rete dei truffatori è fondamentale adottare precise precauzioni durante la fase di ricerca e prenotazione del soggiorno:

  • Diffidare dai prezzi troppo bassi: canoni di locazione eccessivamente economici rispetto alla media della zona in alta stagione rappresentano quasi sempre un campanello d’allarme.
  • Utilizzare piattaforme ufficiali e sicure: preferire portali specializzati che offrono sistemi di pagamento protetti e garanzie di rimborso in caso di difformità o frode.
  • Verificare l’identità dell’inserzionista: richiedere un contatto telefonico fisso, un documento di riconoscimento e verificare la corrispondenza dei dati tramite strumenti di ricerca e mappe satellitari.
  • Controllare i recapiti locali: nei casi di forte dubbio è opportuno contattare gli uffici turistici comunali o le associazioni di categoria del territorio per verificare l’effettiva esistenza della struttura ricettiva.
  • Evitare metodi di pagamento non tracciabili: non inviare mai denaro tramite ricariche di carte prepagate, servizi di trasferimento di denaro anonimi o metodi che non consentano di identificare chiaramente l’intestatario del conto.