Si apre un nuovo capitolo politico per il Comune di Capaccio Paestum a seguito della sfiducia presentata dai consiglieri comunali nei confronti dell’ormai ex sindaco Gaetano Paolino. L’interruzione anticipata della consiliatura, arrivata a quindici mesi dall’insediamento, apre ora a nuovo scenari.
Le reazioni del Partito Democratico e il nuovo corso politico
Intanto, dopo Forza Italia e Lega, anche il commissario cittadino del Partito Democratico, Roberto Brusa, ha commentato gli ultimi sviluppi sottolineando la necessità di restituire la parola agli elettori, “scaricando” di fatto Paolino. Secondo il rappresentante dem, la gestione tecnica dell’ente non rispecchiava più le istanze della comunità.
“Con la conclusione anticipata dell’Amministrazione Paolino si apre una nuova stagione politica per Capaccio Paestum. In questi quindici mesi la Città è stata amministrata da figure tecniche completamente estranee al territorio, senza un reale rapporto con il tessuto sociale e politico cittadino. La decisione dei consiglieri comunali di determinare l’epilogo dell’Amministrazione, quindi, è stata una scelta di responsabilità, maturata di fronte all’oggettiva impossibilità di proseguire un’esperienza amministrativa che da tempo aveva esaurito la sua spinta propulsiva. La parola, adesso, torna ai capaccesi, che dovranno scegliere con il voto a chi spetterà amministrare la Città. Nel percorso di avvicinamento alle elezioni, il Partito Democratico di Capaccio Paestum è pronto a svolgere un ruolo da protagonista. Nelle prossime settimane apriremo una fase di ascolto e partecipazione, rivolta agli iscritti del PD e a quanti vorranno avvicinarsi al nostro Partito. Allo stesso tempo avvieremo un dialogo con le altre forze politiche e civiche della Città, che saranno disponibili a lavorare alla costruzione di una proposta politica seria e profondamente radicata nella nostra comunità”.
La posizione di Fratelli d’Italia e l’attacco all’amministrazione
Dura la replica di Antonio Iannone, commissario regionale di Fratelli d’Italia, che nel corso di un’iniziativa sul territorio ha espresso una forte critica verso le dinamiche della maggioranza uscente e il quadro di instabilità che ha interessato diversi centri del salernitano.
«Con Capaccio Paestum si allunga la scia di Amministrazioni volute dal Pd che o vengono sciolte per mafia o fatte cadere dallo stesso centrosinistra. Ormai è evidente la crisi di un modello amministrativo che vede gran parte dei grandi Comuni affidati alla gestione emergenziale della Prefettura proprio per le guerre di potere di un Pd che fa e disfa come una Penelope. Tutto a danno dei cittadini e quelli di Capaccio Paestum più di tutti viste le vicende di Alfieri».
L’arrivo del commissario prefettizio e le verifiche ministeriali
La guida del Comune passa ora ad Armando Gradone, nominato commissario prefettizio per traghettare l’ente fino alle prossime consultazioni amministrative. Gradone vanta un profilo istituzionale di lungo corso, avendo ricoperto l’incarico di prefetto nelle sedi di Siracusa, Siena e Perugia, oltre alla presidenza della Commissione straordinaria presso il Comune di Casal di Principe.
Sullo sfondo della transizione amministrativa resta sospeso l’iter relativo al decreto di insussistenza atteso dal Ministero dell’Interno. L’atto dovrà confermare l’esito delle verifiche ispettive condotte sull’ente, volte ad accertare l’assenza di forme di condizionamento o condotte illegali nella gestione della cosa pubblica.

