Il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità della tassa d’imbarco di 1,50 euro applicata dal Comune di Salerno ai passeggeri che utilizzano i collegamenti marittimi, respingendo in via definitiva il ricorso presentato dalla compagnia di navigazione Travelmar. La sentenza mette la parola fine a una complessa vicenda legale iniziata nell’aprile del 2024, quando l’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Napoli ha introdotto il tributo per sostenere il piano di rientro finanziario previsto dall’adesione al Patto Salva-Comuni. La tariffa resta dunque attiva nella sua forma originaria, senza alcuna variazione o differenziazione in base alla lunghezza delle tratte.
La nascita della tassa d’imbarco e il contenzioso giudiziario
L’introduzione del contributo di sbarco ed imbarco a Salerno ha generato fin da subito forti perplessità tra le compagnie di navigazione operative nel Golfo di Salerno e verso la Costiera Amalfitana. Gli armatori contestavano principalmente due aspetti: l’assenza di un criterio di proporzionalità rispetto alla durata e al costo delle diverse tratte marittime e il mancato coinvolgimento delle imprese del settore nella fase preliminare di adozione del provvedimento.
La prima impugnativa dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) non aveva portato alla sospensione della misura, in quanto i giudici di primo grado avevano dichiarato il ricorso irricevibile per tardività. Successivamente, nel novembre del 2025, Palazzo Guerra ha confermato l’impianto del tributo alla luce dei positivi riscontri economici garantiti alle casse comunali. Travelmar ha quindi scelto di proseguire la battaglia legale proponendo appello al Consiglio di Stato.
Le motivazioni del Consiglio di Stato e la validità del tributo
Nel riesaminare la vicenda, i giudici di Palazzo Spada hanno chiarito i confini di legittimità dell’operato del Comune. Sebbene il Consiglio di Stato abbia ritenuto il ricorso di Travelmar «tempestivo e dunque ricevibile» – riformando la precedente pronuncia del TAR sulla tempistica – lo ha comunque rigettato nel merito.
Gli armatori sostenevano che la tariffa unica violasse i principi di adeguatezza e proporzionalità, lamentando che «la misura prevista sarebbe comunque eccessiva per i viaggiatori di medio e corto raggio» e criticando il mancato rispetto dei «vincoli partecipativi nella parte in cui non sarebbero state consultate, in vista della determinazione della tariffa, anche le compagnie di navigazione».
Il Collegio ha tuttavia respinto queste argomentazioni, precisando che «la normativa statale che prevede tale tributo aggiuntivo non contempla l’obbligo di modulare in senso proporzionale queste misure fiscali». Relativamente al presunto difetto di consultazione, i giudici hanno evidenziato che le norme sulla partecipazione «non si applicano nei confronti dell’attività della pubblica amministrazione diretta alla emanazione di atti normativi, amministrativi generali».
Gli scenari futuri per i trasporti marittimi a Salerno
La decisione del Consiglio di Stato blinda la struttura finanziaria della misura applicata dall’amministrazione comunale. La tariffa di 1,50 euro a passeggero continuerà a essere applicata a tutti i fruitori dei servizi marittimi in partenza dallo scalo cittadino.
Eventuali modifiche all’importo o all’eventuale modulazione delle quote in base alla tipologia di itinere restano affidate alla discrezionalità politica ed amministrativa del Comune di Salerno. Ogni futuro intervento correttivo potrà avvenire esclusivamente in via autonoma da parte dell’ente municipale, qualora le condizioni di bilancio lo consentano.

