Il 27 agosto 2026, alle ore 21:30, la suggestiva cornice di Piazza Immacolata a Scario, nel Comune di San Giovanni a Piro, ospiterà la presentazione del saggio Il casalese di Dio, scritto dal giornalista ed editorialista del Mattino Antonio Mattone. L’evento, coordinato da Michela Riviello, vedrà i saluti istituzionali del sindaco Ferdinando Palazzo e del vicesindaco Pasquale Sorrentino. Insieme all’autore interverrà Franco Roberti, già Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, per discutere un’opera che riapre il dibattito su uno dei delitti più bui della storia recente italiana: l’assassinio di don Peppe Diana.
Il 19 marzo 1994 la camorra uccideva don Peppe Diana nella sacrestia della sua chiesa a Casal di Principe, mentre il sacerdote trentacinquenne si apprestava a celebrare la messa. A distanza di decenni, l’opera di Mattone propone un’attenta rilettura del contesto storico e giudiziario che ha circondato la tragedia, offrendo importanti spunti di riflessione sull’impegno civile e sulla memoria di questa figura simbolo.
Oltre la verità processuale sulle ombre dell’omicidio
Nonostante tre processi passati in giudicato abbiano individuato e condannato i responsabili dell’agguato, la ricostruzione condotta da Antonio Mattone evidenzia come la verità storica sull’omicidio di don Peppe Diana presenti ancora punti mai chiariti del tutto. Attraverso lo studio scrupoloso degli atti processuali e la raccolta di testimonianze inedite, incluse le dichiarazioni di alcuni dei soggetti condannati per il delitto, il testo analizza le differenti ipotesi e i retroscena che potrebbero aver determinato la decisione del clan di eliminare il sacerdote.
Il volume riporta alla luce anche la campagna di delegittimazione emersa all’indomani dell’esecuzione. All’epoca, attorno alla figura del parroco di Casal di Principe vennero diffuse insinuazioni e narrazioni distorte, mirate a screditarne la figura e a ridimensionare l’impatto sociale della sua opera nel territorio casertano.
L’eredità umana e pastorale di don Peppe Diana
Il lavoro d’inchiesta di Mattone invita a superare la schematica etichetta di “prete anticamorra”, restituendo la complessità di un percorso umano e pastorale ben più profondo. Il sacerdote non operava per pura contrapposizione ideologica, ma rispondeva a una precisa vocazione di testimonianza evangelica e responsabilità verso una comunità oppressa dalla violenza criminale.
La presentazione a Scario rappresenta un momento di confronto cruciale sul legame tra fede, giustizia e impegno sociale. Il dialogo tra l’autore e l’ex magistrato antimafia Franco Roberti offrirà al pubblico una prospettiva autorevole sulla necessità di preservare la memoria storica e proseguire la ricerca della verità completa su una vicenda che continua a interrogare le istituzioni e la società civile.
L’autore tra giornalismo e impegno sociale
Antonio Mattone, editorialista de Il Mattino e portavoce della Comunità di Sant’Egidio a Napoli, affianca all’attività giornalistica un lungo percorso di volontariato. Da oltre vent’anni frequenta gli istituti penitenziari italiani, con un’attenzione costante al Carcere di Poggioreale, focalizzando il proprio lavoro sui temi dell’ascolto e del reinserimento dei detenuti.
Autore di diversi volumi focalizzati sul sistema della giustizia e sul riscatto sociale, tra cui E adesso la palla passa a me. Malavita, solitudine e riscatto nel carcere (2017) e La vendetta del boss. L’omicidio di Giuseppe Salvia (2021), Mattone ha ottenuto per le sue inchieste il Premio Carlo Pisacane, il Premio Giancarlo Siani e il Premio Massimo Milone per la comunicazione.

