L’ondata di calore eccezionale che ha caratterizzato i mesi estivi ha creato le condizioni ambientali ideali per la propagazione degli incendi anche nella provincia di Salerno. Nonostante un bilancio complessivo che al momento registra un impatto meno devastante rispetto agli anni passati, la sequenza di roghi dolosi ha provocato danni rilevanti al patrimonio ambientale e alla stabilità dei versanti collinari. Gli interventi delle squadre antincendio hanno interessato l’intero territorio, dal comprensorio del basso Cilento fino alla Piana del Sele e al Vallo di Diano.
Incendi a Camerota e sul Monte Bulgheria: minacciata la falesia del Mingardo
Le criticità maggiori si sono verificate nell’area meridionale del Cilento. Mentre questa mattina il fuoco è divampato a Lentiscosa, nella pineta di Sant’Iconio, sempre nel comune di Camerota, ieri un vasto incendio sviluppatosi a ridosso della Strada Statale del Mingardo ha distrutto ampie porzioni di macchia mediterranea e alberature. L’evento ha sollevato forti preoccupazioni per la tenuta idrogeologica della falesia rocciosa, già caratterizzata da un elevato grado di fragilità.
A breve distanza temporale, un altro rogo ha interessato per ventiquattro ore consecutive il versante del Monte Bulgheria nei pressi della frazione di Licusati, causando la distruzione di diverse specie vegetali autoctone. Focolai di analoga matrice sono stati domati nel corso della settimana anche nelle aree boschive comprese tra San Giovanni a Piro e Santa Marina.
I focolai nel Cilento storico e la mappa dei comuni colpiti
Il fronte degli incendi ha raggiunto anche il Cilento storico. I comuni di Sessa Cilento, Montecorice e Perdifumo sono stati teatro di nuovi eventi emissivi, andandosi ad aggiungere alle aree già colpite nelle settimane precedenti. A Lustra, le fiamme si sono espanse fino a lambire le mura del castello di Rocca Cilento, rendendo necessario un massiccio dispiegamento di forze per proteggere l’edificio storico.
Le operazioni di contenimento e bonifica hanno visto impegnati in modo continuativo i Vigili del Fuoco, gli operatori antincendio boschivo delle Comunità Montane e i mezzi aerei della Regione Campania. La mappa dei territori toccati dalle emergenze comprende numerosi centri abitati e aree rurali:
- Basso Cilento e fascia costiera: Agropoli, Castellabate, Pollica, Casal Velino, Capaccio Paestum, Laurito, Vibonati, Torre Orsaia.
- Vallo di Diano e interno: Sala Consilina.
- Piana del Sele e comprensorio del Tusciano: Eboli, Serre, Campagna, Olevano sul Tusciano.
I rischi ambientali dopo lo spegnimento dei roghi
Con la progressiva estinzione dei focolai rimangono sul terreno le ampie superfici annerite dal fuoco. La perdita della copertura vegetale espone i pendii al rischio di dilavamento ed erosione in vista delle precipitazioni autunnali. Le autorità locali e le strutture di protezione civile mantengono attivo lo stato di vigilanza: settembre è storicamente un mese in cui gli incendi continuano a susseguirsi.

