Buona sanità nel Cilento: la testimonianza di un medico – paziente all’Utic

Scritto il 30/08/2026
da Ernesto Rocco

Il racconto di ricovero all'Utic del Dea Vallo della Lucania-Agropoli dimostra l'eccellenza della sanità cilentana tra competenza e umanità.

Quando la prospettiva di un operatore sanitario si ribalta e il medico diventa paziente, la percezione dell’assistenza ospedaliera assume una dimensione differente. È la storia vissuta da T.G., una professionista della sanità locale che ha sperimentato direttamente il ricovero presso l’Utic-Cardiologia del presidio ospedaliero Dea Vallo della Lucania-Agropoli per una procedura intracardiaca. La sua testimonianza accende i riflettori su un modello di cura fondato su elevati standard clinici e profonda empatia, offrendo uno spaccato positivo sulla qualità dei servizi sanitari presenti nel territorio cilentano.

L’esperienza di ricovero all’Utic di Vallo della Lucania

Riconoscere l’eccellenza operativa all’interno dei reparti di emergenza rappresenta un passaggio chiave per comprendere lo stato della sanità pubblica locale. Nel suo racconto, la dottoressa T.G. sottolinea come l’assistenza ricevuta non sia stata frutto di un trattamento di favore legato al ruolo professionale svolto nella medesima struttura, ma di una prassi consolidata e riservata indistintamente a tutti i degenti.

La gestione del reparto di Cardiologia e Unità di Terapia Intensiva Cardiologica, guidato dal primario Antonio Aloia, si distingue per rigore organizzativo e prontezza di intervento. La sinergia tra medici, personale infermieristico e operatori socio-sanitari garantisce un presidio costante e un supporto umano essenziale nei momenti di maggiore fragilità fisica e psicologica.

Il valore del fattore umano nel percorso di cura

L’aspetto relazionale e l’ascolto attivo emergono come elementi centrali del protocollo assistenziale. Nel corso della permanenza in struttura, la qualità dell’assistenza si è tradotta in una combinazione tra competenza tecnica e sensibilità.

«C’è un momento, nella vita di chi ha sempre indossato il camice, in cui i ruoli si capovolgono», spiega T.G. «Il momento in cui non sei più tu a varcare la soglia di un reparto per curare, ma per essere curata. Chi lavora in sanità lo sa: essere pazienti cambia tutto. Cambia la prospettiva, cambia la percezione del tempo, cambia il bisogno di essere ascoltati prima ancora che curati. E in quei giorni ho ricevuto esattamente questo: professionalità cristallina, organizzazione impeccabile, e un’umanità che definirei rara».

La testimonianza ribadisce l’equità delle prestazioni erogate nell’intero presidio: «Non ho ricevuto un trattamento speciale: ho ricevuto il trattamento che ogni cittadino del Cilento merita e che, in quel reparto, riceve davvero. È a tutto il personale che va la mia gratitudine, a partire dal collega Antonio Aloia, che dirige egregiamente questa realtà con una competenza e una dedizione che si respirano in ogni angolo».

Prospettive per la rete ospedaliera del Cilento

Il resoconto sull’efficienza dell’Utic si inserisce in un dibattito più ampio relativo al rafforzamento della sanità pubblica nell’area meridionale della provincia di Salerno. La presenza di punti di eccellenza all’interno della rete del Dea dimostra le potenzialità del sistema, richiamando l’attenzione sulla necessità di consolidare le strutture operative.

L’auspicio formulato guarda in particolare al potenziamento del presidio di Agropoli, affinché possa integrare appieno l’offerta assistenziale del comprensorio. Mettere la struttura in condizioni di operare a regime consentirebbe di distribuire il carico di lavoro, migliorare i tempi di risposta nelle emergenze-urgenze e garantire una copertura capillare per i residenti dei comuni interni e costieri. Un’infrastruttura sanitaria solida e completa rappresenta il presupposto fondamentale per tutelare il diritto alla salute e dare continuità al lavoro svolto quotidianamente dagli operatori del settore.