Asl Salerno, scontro su sanità territoriale e reclutamento precario degli Oss

Scritto il 31/08/2026
da Ernesto Rocco

Tensioni all'Asl Salerno per il reclutamento a tempo determinato degli Oss. La CISL FP denuncia la mancata stabilizzazione del personale e i rischi per le Case di Comunità

La gestione del personale sanitario all’interno dell’Asl Salerno torna al centro delle polemiche a seguito delle recenti decisioni assunte dalla direzione strategica in vista dell’attivazione delle nuove strutture territoriali. Il piano di potenziamento dell’assistenza sul territorio, previsto per garantire l’operatività delle Case e degli Ospedali di Comunità finanziati anche tramite le risorse del PNRR, sta riscontrando forti criticità legate alle modalità di reclutamento degli Operatori Socio Sanitari (Oss). La scelta dell’azienda sanitaria di ricorrere ad ingaggi a termine, anziché procedere alla stabilizzazione dei lavoratori aventi diritto, ha sollevato ferme prese di posizione da parte delle rappresentanze sindacali locali.

Le nuove convocazioni per i presidi territoriali

L’Azienda Sanitaria Locale ha disposto la convocazione degli idonei presenti nella graduatoria aziendale per l’assunzione di Operatori Socio Sanitari con contratti a tempo pieno e determinato. La durata prevista per questi incarichi è di quattro mesi, con decorrenza dal primo settembre fino al 31 dicembre 2026. La manovra punta a coprire i fabbisogni assistenziali di diverse strutture chiave dislocate sul territorio provinciale. Tra i presidi interessati figurano le Case di Comunità di Amalfi, Piaggine, Roccadaspide, Vallo della Lucania e Sant’Arsenio, unitamente all’Ospedale di Comunità di Oliveto Citra. Si tratta di sedi strategiche per garantire la continuità assistenziale della medicina di prossimità, ma ubicate in aree spesso caratterizzate da rilevanti difficoltà logistiche e collegamenti complessi.

Le critiche della cisl fp sulla gestione del personale

La decisione aziendale ha scatenato la dura reazione della CISL FP di Salerno. Il Segretario Provinciale, Andrea Pastore, ha espresso forte preoccupazione per una linea di gestione ritenuta temporanea e non risolutiva dei problemi strutturali che affliggono la sanità locale. Secondo il sindacato, l’esigenza di adeguare gli organici alle reali necessità della popolazione doveva rappresentare l’occasione per stabilizzare gli operatori che hanno già maturato i requisiti previsti dalle normative vigenti, valorizzandone la professionalità ed evitando la dispersione delle competenze maturate sul campo.

“Appare evidente dagli atti e dalle procedure messe in capo dalla direzione strategica sanitaria ed amministrativa dell’ASL Salerno della necessità di mettere a regime l’adeguamento degli organici al fabbisogno assistenziale per i servizi erogati nelle case e negli ospedali di comunità. Il potenziamento delle strutture poteva realizzarsi attraverso la stabilizzazione degli operatori socio sanitari (OSS) aventi i requisiti maturati a norma di legge. Dover ricorrere a reclutamenti a tempo determinato mostra i limiti di una gestione approssimativa e confusionaria da parte della dirigenza sanitaria aziendale”, dichiara il Segretario Provinciale della CISL FP di Salerno, Andrea Pastore.

I rischi legati al precariato e alla carenza di organico

L’analisi del sindacato evidenzia due criticità principali derivanti dalle scelte dell’Asl. Da un lato vi è l’impatto sociale ed emotivo sui lavoratori in possesso dei requisiti per la stabilizzazione, i cui contratti continuano a non essere trasformati a tempo indeterminato. Dall’altro, si prefigura il rischio operativo di non riuscire a coprire concretamente i posti vacanti nelle zone più disagiate del territorio salernitano a causa della scarsa attrattività di contratti di breve durata.

“Contestualmente mortificano i propri dipendenti che pur avendo i requisiti per la stabilizzazione non sono considerati, invisibili nelle strategie aziendali, delegittimando giuste aspettative e concrete rivendicazioni da parte di coloro che pur potendo vedersi trasformati i propri contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, vengono dall’ASL Salerno considerati ultimi e senza diritti. Due sono gli aspetti gravi marcati da tale atteggiamento da parte del management sanitario ed amministrativo. Il primo è che non solo non si stabilizzano i precari ma si crea nuovo precariato, mostrando una contraddizione logica, sempre se alla fine si riusciranno a reclutare operatori per essere assegnati a sedi disagiate e difficilmente raggiungibili”, prosegue Pastore.

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la tenuta delle future graduatorie concorsuali. Il timore espresso dalle parti sociali è che si possa ripetere quanto già avvenuto in passato per altre figure professionali della sanità pubblica locale, con una percentuale elevata di rinunce da parte dei vincitori a causa delle distanze geografiche e delle condizioni contrattuali offerte.

“L’altro elemento da attenzionare poi nel breve periodo è la possibilità, non remota, di assistere ad un evento già verificatosi nell’ASL Salerno. Il rischio concreto che si dovrà scorrere tutta la eventuale graduatoria del concorso per operatori Socio Sanitari, sempre per la stessa ragione del disagio territoriale, caratteristica predominante del nostro territorio, che attivata per la carenza del fabbisogno assistenziale delle strutture ospedaliere e distrettuali, nel concreto potrebbe essere utilizzata e distratta per altre ragioni e motivazioni. Così come avvenuto per il concorso per infermieri e per le oltre 300 quasi 400 unità che hanno rifiutato la sottoscrizione del contratto. Errare è umano. Perseverare è diabolico che nella pubblica amministrazione si traduce in burocrazia miope ed anacronistica”, conclude il dirigente provinciale.