Scuole senza climatizzazione ed emergenza caldo: ad Agropoli una docente chiede di posticipare l’avvio delle lezioni

Scritto il 31/08/2026
da Ernesto Rocco

Ad Agropoli una professoressa promuove una petizione inviata al Governo per slittare l'apertura delle scuole a causa delle temperature anomale e dell'assenza di impianti di raffreddamento

Le temperature eccezionali e i livelli elevati di umidità registrati negli ultimi tempi, diretti effetti del cambiamento climatico, stanno sollevando forti preoccupazioni per l’imminente ripresa delle attività didattiche. Il nodo centrale riguarda lo stato degli edifici scolastici italiani, per la maggior parte privi di impianti di condizionamento capaci di garantire un microclima vivibile all’interno delle aule. Per far fronte a questa situazione, da Agropoli, è partita un’iniziativa formale indirizzata ai vertici delle istituzioni nazionali e locali per chiedere il rinvio dell’apertura dei plessi scolastici.

L’iniziativa di Agropoli e il ricorso alle istituzioni

La mobilitazione nasce all’interno dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Vico – De Vivo” di Agropoli ed è stata promossa dalla professoressa Maria Cuono. La docente ha inviato un’istanza urgente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, affiancata da una raccolta firme avviata online per tutelare l’incolumità e la salute sia degli alunni sia di tutto il personale della scuola.

Come specificato nel documento trasmesso al Governo, la presenza di classi affollate e non climatizzate durante periodi di caldo intenso comporta evidenti rischi per la salute, profilando una violazione delle normative vigenti in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro, con particolare riferimento alle prescrizioni stabilite dal Decreto Legislativo 81/08.

La petizione popolare e il quadro normativo sulla sicurezza

A supporto dell’istanza istituzionale, è stata avviata una petizione sulla piattaforma Change.org che ha subito riscontrato una vasta adesione tra i genitori e i lavoratori del comparto scuola. I firmatari chiedono in modo compatto il differimento del calendario scolastico fino a quando le condizioni meteorologiche e termiche non tornino ad essere idonee allo svolgimento delle lezioni.

In merito alle motivazioni della protesta, la professoressa Maria Cuono ha sottolineato come la situazione attuale stia diventando insostenibile per la vita scolastica quotidiana.

“Il persistere di questo caldo mette a repentaglio il benessere psicofisico di tutta la comunità scolastica”.

Alla luce di queste criticità, la promotrice della petizione ha sollecitato una presa di posizione diretta da parte degli enti territoriali e della politica.

“È necessario un intervento tempestivo delle autorità, a partire dal Sindaco di Agropoli, affinché adottino i provvedimenti di propria competenza per posticipare l’avvio delle lezioni in presenza di evidenti rischi termoigrometrici”.

La questione mette in luce un problema strutturale diffuso in gran parte d’Italia, dove la combinazione tra eventi climatici estremi e infrastrutture scolastiche obsolete rende sempre più complessa la gestione dei calendari tradizionali senza adeguati investimenti negli impianti di aerazione e raffreddamento.