Turismo nel Cilento, Confesercenti: tutela del territorio e qualità dell’accoglienza

Scritto il 31/08/2026
da Ernesto Rocco

Confesercenti Salerno interviene sul turismo nel Cilento: serve reciprocità, selezione della domanda e un patto tra operatori e comunità.

Il dibattito sulla vivibilità e sulla qualità della fruizione turistica coinvolge direttamente il Cilento. Sulla scia delle segnalazioni sollevate da residenti e operatori locali riguardo a episodi di inciviltà, caos e scarso rispetto per gli spazi pubblici, Confesercenti Provinciale di Salerno è intervenuta per definire le linee guida di un modello ricettivo che sappia coniugare attrattività e tutela del patrimonio locale. L’obiettivo dell’associazione di categoria è superare le polemiche estemporanee per porre le basi di una strategia di sviluppo sostenibile, in grado di proteggere l’identità di una destinazione riconosciuta dall’UNESCO.

L’ospitalità come scambio e rispetto reciproco

La cultura dell’accoglienza rappresenta uno dei tratti fondanti delle comunità cilentane, ma non deve essere confusa con una tolleranza priva di regole. Il principio ribadito dalla sigla degli imprenditori del commercio e del turismo si basa sulla reciprocità tra chi ospita e chi viene ospitato, evidenziando la necessità di porre limiti chiari di fronte a condotte lesive del decoro urbano e delle tradizioni territoriali.

«L’accoglienza è un valore identitario del nostro territorio – dichiara il Presidente di Confesercenti Salerno, Raffaele Esposito – ma accogliere non significa essere necessariamente accondiscendenti. La cultura dell’ospitalità richiede reciprocità: chi arriva deve rispettare regole, luoghi, comunità e tradizioni».

La sfida dell’internazionalizzazione e la selezione della domanda

Per elevare lo standard dell’offerta e mitigare le criticità legate a un turismo mordi e fuggi, la linea strategica indicata punta con decisione all’incremento dei flussi provenienti dall’estero. I visitatori internazionali mostrano solitamente una maggiore propensione alla pianificazione, alla scoperta culturale e al rispetto dei contesti locali, garantendo una presenza più distribuita nel tempo e una maggiore valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche e paesaggistiche.

L’innalzamento della qualità della domanda consente di ridurre il senso di disagio percepito dai residenti nei periodi di massimo affollamento, orientando il comparto verso la sostenibilità economica e sociale.

Il ruolo degli operatori e il legame con la comunità

Un passaggio critico dell’analisi riguarda la gestione delle strutture ricettive, sia alberghiere sia extralberghiere. L’ingresso nel mercato di soggetti non residenti o privi di un radicamento diretto con la storia locale ha talvolta favorito logiche esclusivamente quantitative, orientate al semplice riempimento delle camere a scapito del contatto umano e dell’assistenza all’ospite.

«Chi opera nel turismo – prosegue Esposito – deve essere parte attiva della comunità, non semplice gestore di un servizio. La qualità nasce dalla cura, dalla presenza e dalla responsabilità». La mancanza di una relazione diretta tra gestore e turista rischia di impoverire l’esperienza di viaggio e di indebolire la tutela del tessuto sociale.

Un patto territoriale per il futuro del territorio

Per consolidare la posizione del Cilento nel panorama turistico nazionale e internazionale, Confesercenti propone la sottoscrizione di un alleanza strategica che veda coinvolti imprenditori, amministrazioni pubbliche e cittadini. Gli assi portanti di questo progetto condiviso includono:

  • Promozione di un’accoglienza responsabile e consapevole
  • Salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio
  • Innalzamento degli standard qualitativi dei servizi
  • Sviluppo di azioni mirate all’internazionalizzazione dei flussi
  • Diffusione della cultura del rispetto reciproco

«Il Cilento – conclude Esposito – è un patrimonio di valore assoluto. Per proteggerlo e valorizzarlo serve una visione chiara: accogliere chi rispetta, educare chi non conosce, dire no a ciò che danneggia. Solo così si costruisce un turismo di qualità, sostenibile e degno della storia di questa terra».