La comunità di Agropoli, in particolare i residenti della zona Moio, si trova al centro di una mobilitazione popolare dovuta all’installazione di una nuova antenna per la telefonia mobile. Il pilone sorge a circa 50 metri dall’Ospedale cittadino, in un’area densamente frequentata che vede la presenza di abitazioni private, strutture sportive, palestre e il terreno destinato alla realizzazione della futura caserma dei Carabinieri. La vicinanza a luoghi sensibili ha spinto i cittadini ad attivarsi con una raccolta firme per chiedere la verifica della regolarità dell’impianto e la sua delocalizzazione.
Preoccupazione per la salute pubblica e richiesta di trasparenza
La protesta promossa dai residenti non intende ostacolare lo sviluppo tecnologico o la digitalizzazione del territorio, bensì sollecitare il rispetto del principio di precauzione e la tutela della salute. Gli effetti a lungo termine dei campi elettromagnetici rimangono un tema di discussione all’interno della comunità scientifica, motivo per cui la popolazione locale chiede la massima trasparenza da parte delle autorità competenti.
Tra le richieste principali figurano la pubblicazione delle autorizzazioni amministrative, dei pareri ambientali e dei dati relativi alle misurazioni delle emissioni dell’impianto. La cittadinanza domanda garanzie precise sull’idoneità del sito prescelto rispetto alle normative vigenti in materia di distanza dai luoghi d’interesse sanitario e sociale.
L’iniziativa legale e l’interrogativo della comunità
Per fare chiarezza sulla correttezza dell’iter procedurale e valutare le azioni giurisdizionali da intraprendere, i cittadini si sono affidati alla tutela dell’avvocato Guglielmotti. Il legale sta esaminando la documentazione amministrativa per individuare eventuali vizi formali o sostanziali legati all’autorizzazione della struttura.
L’interrogativo sollevato dalla comunità locale resta chiaro: “Era davvero necessario collocare un’antenna a circa 50 metri da un ospedale, vicino a palestre, abitazioni, un campo sportivo e a un’area destinata anche alla futura caserma dei Carabinieri?”.
La mobilitazione e l’attesa di risposte dalle istituzioni
La petizione popolare sta raccogliendo l’adesione di famiglie, associazioni e realtà commerciali del quartiere Moio. L’obiettivo primario della mobilitazione è aprire un tavolo di confronto con le istituzioni locali e regionali per individuare un sito alternativo, idoneo a garantire la copertura di rete senza gravare su un’area con un’alta concentrazione di strutture sanitarie e sportive. La palla passa ora agli enti regolatori e all’amministrazione comunale, dai quali la cittadinanza attende controlli rigorosi e risposte concrete.

