A distanza di quasi un anno dall’audizione regionale del 2025, i fondi destinati alle famiglie con persone affette da disabilità gravissima nell’Ambito S08 del Cilento risultano ancora congelati nelle maglie della burocrazia. La denuncia arriva direttamente dal presidente del Codacons Cilento, l’avvocato Bartolomeo Lanzara, che ha richiesto una ricostruzione analitica dei flussi finanziari e il contestuale intervento del Difensore civico della Regione Campania per fare luce sui ritardi che stanno mettendo a dura prova circa 160 nuclei familiari del territorio.
Il nodo dei ritardi e l’appello per la trasparenza sui fondi
La contestazione dell’associazione dei consumatori parte dalle criticità già emerse durante la seduta regionale dell’anno prima, interrogandosi sulla reale evoluzione della gestione amministrativa e sulla rendicontazione dei contributi.
«Non vogliamo riaprire una polemica sulla seduta del 2025. Vogliamo utilizzare quel documento per capire cosa è accaduto dopo. Se allora il problema era il trasferimento delle risorse, quali somme sono state trasferite successivamente? Se il problema era la rendicontazione, quando è stata completata? Se il problema era la gestione dell’Ambito, quali verifiche sono state effettuate? E soprattutto, perché le famiglie continuano a subire ritardi?»
Secondo il Codacons, l’incertezza sui tempi di erogazione va a colpire la fascia più fragile della popolazione, costretta a sostenere spese ingenti per l’assistenza quotidiana senza la certezza delle tempistiche pubbliche.
«Stiamo parlando di persone con disabilità gravissima e di famiglie che ogni giorno devono organizzare assistenza, cure e vita quotidiana. L’assegno di cura non può diventare una somma che arriva quando la macchina burocratica ha finalmente terminato il suo percorso. Non possiamo chiedere a queste famiglie di diventare finanziatrici del sistema pubblico. Se una prestazione viene riconosciuta, devono essere garantiti tempi ragionevoli e trasparenti per la sua concreta erogazione.»
Le richieste alla Regione Campania e il ricorso al Difensore civico
L’istanza presentata punta a fare chiarezza sull’intera filiera della spesa: dalle cifre stanziate a quelle effettivamente trasferite, fino agli importi liquidati e alle somme che risultano ancora pendenti a favore dei beneficiari. Oltre alla rendicontazione contabile, l’associazione chiede di verificare eventuali responsabilità o disfunzioni nella catena di comando dell’Ambito S08.
«Non accusiamo nessuno preventivamente. Chiediamo che siano gli atti a parlare. Se tutto è stato fatto correttamente, la Regione lo dimostri attraverso documenti, date e numeri. Se invece sono emersi ritardi, omissioni o disfunzioni, bisogna capire chi aveva il compito di intervenire e perché non lo abbia fatto tempestivamente.»
Per garantire un controllo super partes sull’operato delle istituzioni coinvolte, il Codacons Cilento ha formalmente investito della questione la figura di garanzia regionale.
«Riteniamo necessario che un soggetto terzo, nell’ambito delle proprie competenze, possa verificare il comportamento della pubblica amministrazione e l’effettivo rispetto dei diritti dei cittadini coinvolti. La seduta del 23 settembre 2025 aveva acceso un faro. Oggi chiediamo di verificare cosa sia successo da allora. Un anno è trascorso: le famiglie non possono continuare ad aspettare risposte.»

